Venerdì, 21 Aprile 2017

LE DOMANDE DEI LETTORI, LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI. N. 8/2017

1) IL 15 MAGGIO I NUOVI VOUCHER? FORSE… 2) AIUTO ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ 3) ANCORA UNIVERSITÀ: LE MIGLIORI N ITALIA

1) IL 15 MAGGIO I NUOVI VOUCHER? FORSE…

In questa rubrica i lettori hanno parlato molto di voucher: prima per contestarne l’uso massiccio e spesso irregolare e poi, dopo l’abolizione, per capire con che cosa si sta pensando di sostituirli. Perché è evidente a tutti che, se si vuole evitare una nuova esplosione del lavoro nero, occorre mettere in campo norme che scoraggino lo sfruttamento ma consentano di utilizzare manodopera per attività saltuarie o stagionali.

Invece niente. Intanto chi ha acquistato i voucher prima dello stop può utilizzarli entro la fine dell’anno, e c’è da scommettere che nel frattempo poco cambierà rispetto al passato. A che gioco stiamo giocando?

Roberto Nistri - Per telefono da Roma

Il governo sta cercando di costruire un decreto in grado di raccogliere un consenso ampio tra le forze politiche, le imprese grandi e piccole e le rappresentanze sindacali. Non è semplice in quanto le posizioni non sempre coincidono, ma bisognerà arrivare alla quadratura del cerchio. Quando? Secondo fonti attendibili, le nuove norme dovrebbero essere presentate non più tardi del prossimo 15 maggio in modo da coprire il vuoto che si è creato con la scomparsa dei voucher.

E veniamo al punto. Verso quale soluzione ci si sta orientando? Qui le voci si rincorrono e si correggono di giorno in giorno. Comunque sul tavolo c’è un progetto articolato in tre punti: 1) istituzione di buoni famiglia; 2) estensione del lavoro a chiamata; 3) introduzione di una sorta di mini jobs alla tedesca.

È soprattutto sui mini jobs che ci sono le critiche più consistenti, ed è probabile che ci vorrà un altro giro di consultazioni per farli passare anche perché – è stato fatto notare – la stessa Germania si appresta a modificarli.

Il lavoro a chiamata, introdotto nel 2003, subirà una profonda revisione per adattarlo alle imprese con più di 10 dipendenti e a quelle più piccole che potranno beneficiare di adempimenti più leggeri.

Si diceva del 15 maggio. In verità c’è chi sostiene che quella data potrebbe non essere rispettata in quanto si deve ancora convertire in legge il decreto con il quale sono stati cancellati i voucher, attendere lo stop (scontato) della Cassazione al referendum proposto dalla Cgil e dare un’occhiata agli equilibri politici: a giugno ci sono importanti elezioni amministrative e i partiti vorranno arrivarci con il mondo del lavoro non sul piede di guerra. Insomma, i nuovi voucher sembrano in dirittura d’arrivo ma il traguardo potrebbe allontanarsi di qualche settimana.

2) AIUTO ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

So che le famiglie che si trovano in forti difficoltà possono chiedere e ottenere un sussidio economico. Quello che invece non so è quali sono i requisiti per averlo, quale l’importo su cui si può contare, quanto dura e a chi bisogna rivolgersi.

Mi potete dare una risposta? E, per favore, che sia di facile comprensione: non tutti sono laureati e quando si tratta di regole e regolette c’è da perdere la testa.

Ritanna Cesari - Per telefono da Viterbo

Ciò a cui si fa riferimento si chiama sostegno per l’inclusione attiva: è un aiuto che viene erogato con cadenza bimestrale e il cui importo è in relazione alla composizione del nucleo familiare. In cifre significa che se il nucleo familiare è composto da 1 solo membro la somma è di 160 euro, da 2 membri 320 euro, da 3 membri 720 euro, da 4 membri 960 euro, da 5 o più membri 1.200 euro.

A chi spetta? Ai cittadini italiani o comunitari o stranieri in possesso del permesso di soggiorno e residenti in Italia da almeno 2 anni. Nessun componente del nucleo familiare deve essere in possesso di automobili immatricolate nei 12 mesi antecedenti la richiesta o di autoveicoli di cilindrata superiore e 1.300 cc (250 cc in caso di motoveicoli) immatricolati per la prima volta nei tre anni precedenti la richiesta.

La composizione del nucleo familiare deve avere uno dei seguenti requisiti: 1) presenza di un componente di età inferiore ai 18 anni; 2) presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore; 3) presenza di una donna in stato di gravidanze accertata.

Inoltre, occorre avere in Isee inferiore o uguale a 3.000 euro e non godere di ulteriori trattamenti economici di natura previdenziale o qualunque titolo concesso dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni superiori a 600 euro mensili.

La domanda può essere presentata al Comune di residenza da un componente del nucleo familiare tramite un modulo che è disponibile online. Entro 15 giorni il Comune invia la richiesta all’Inps che ha 10 giorni di tempo per svolgere i controlli di competenza. In caso di esito positivo il richiedente riceve da Poste Italiane la comunicazione per il ritiro della Carta Sia, che è la Carta di pagamento elettronica che contiene il sussidio e che viene ricaricata ogni due mesi.

Altre informazioni si possono trovare sul portale dell’Inps: www.inps.it. Qui cliccare su Sostegno per l’inclusione attiva.

3) ANCORA UNIVERSITÀ: LE MIGLIORI IN ITALIA

Nel “Botta&Risposta” del numero scorso, rispondendo a una domanda sulle migliori università, si è fatto riferimento a una classifica internazionale che ha messo ai primi tre posti Cambridge, Berkeley e Oxford.

Per quanto riguarda l’Italia sono stati fatti dei riscontri analoghi? Voglio dire: quali sono i nostri atenei considerati più affidabili per qualità dell’insegnamento, attenzione verso il settore produttivo e alle novità tecnologiche?

Stefania Zarri - Per e-mail da Roma

Secondo “Il Sole-24 Ore”, che ogni anno passa in rassegna le università italiane sulla base di 12 indicatori, i primi 10 posti delle statali sono occupati, nell’ordine, dagli atenei di Verona, Trento, Bologna, Politecnico Milano, Milano Bicocca, Padova, Politecnico Torino, Siena, Ca’ Foscari di Venezia e Piemonte Orientale.

Le prime 10 non statali sono Luiss-Guido Carli Roma, Bocconi Milano, San Raffaele Milano, Libera Università di Bolzano, Campus Bio Medico Roma, Liuc Castellanza (Va), Cattolica del Sacro Cuore Roma, Valle d’Aosta, Iulm Milano e S. Orsola Benincasa Napoli.

Rispetto allo scorso anno queste le università statali che hanno scalato la classifica: Salerno (+10 posizioni), Modena-Reggio Emilia e Chieti-Pescara (+6), Politecnico Torino (+5), Piemonte Orientale (+3). Tra le non statali: Campus Bio Medico di Roma (+2), Luiss-Guido Carli Roma e S. Orsola Benincasa Napoli (+1).

Più nel dettaglio, e in riferimento alle indicazioni di Qs World University Ranking riportate nello scorso numero, c’è da considerare anche il riconoscimento internazionale dato al valore di alcune discipline. Così il Politecnico di Milano è al 7° posto per quanto riguarda arte e design, la Bocconi all’11° in business e management, la Sapienza al 14° in archeologia, Santa Cecilia al 28° in arti dello spettacolo.

Letto 307 volte Ultima modifica il Venerdì, 21 Aprile 2017 13:35

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