Venerdì, 19 Maggio 2017

LE DOMANDE DEI LETTORI, LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI. N. 10/2017

1) OCCUPAZIONE MEGLIO O PEGGIO? VEDIAMO… 2) PRECARI PUBBLICI ALL’ULTIMO ATTO 3) CHE COSA FARE DELLE FERIE NON FATTE? 4) IL CONTENUTO DELLA LETTERA DI ASSUNZIONE 5) IL LICENZIAMENTO VERBALE NON VALE

1) OCCUPAZIONE MEGLIO O PEGGIO? VEDIAMO…

Ma come va l’occupazione? A leggere le cifre non ci si capisce niente. Un giorno sembra che ci sia un miglioramento, il giorno dopo tutto torna in alto mare.
A occhio direi che la situazione non è cambiata granché: per i giovani è sempre durissima e, in generale, non c’è da fare salti di gioia. E questo con tutti i provvedimenti messi in campo che, tra l’altro, ci sono costati un bel po’ di soldi. A quando una svolta vera?

Renato Conti - Per e-mail da Roma

Secondo l’Istat, alla fine di marzo questa la situazione: lieve aumento dell’occupazione tra i giovani (+44.000 tra i 15-34enni), in crescita i contratti a tempo indeterminato (+63.000) e a tempo determinato (+22.000). In flessione, invece, l’occupazione tra gli ultracinquantenni (-55.000) e tra gli autonomi (-70.000).
Secondo le stime del governo, quest’anno il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi intorno all’11,5% per poi scendere all’11,1% nel 2018.
Per avere qualche termine di raffronto, la disoccupazione nell’Eurozona è del 9.5%, il dato più basso dall’aprile del 2009. Hanno migliorato le performance tutti i Paesi dell’Ue, mentre il tasso è rimasto stabile in Francia e Austria ed è peggiorato – oltre che in Italia – anche in Danimarca e Lituania.
In Germania la soglia di disoccupazione è al 5,9%, l’indice più basso dalla riunificazione. Negli Stati Uniti è al 4,7%. In Spagna al 18,4%.
Quale il giudizio? Di certo nel nostro Paese il problema del lavoro resta pesante. C’è chi sostiene che senza le misure adottate lo sarebbe ancora di più (per esempio, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha detto che con il 34,1% la disoccupazione giovanile ha toccato il livello più basso dal febbraio 2012) e c’è chi punta il dito sulle strategie messe in campo che non sarebbero riuscite a raggiungere i risultati sperati.

Resta il fatto che in Europa quel nostro 34,1% deve vedersela con una media del 22%: 14 punti di scarto sono tanti. Troppi.

2) PRECARI PUBBLICI ALL’ULTIMO ATTO

Lavoro in un ministero e sono un precario. Su uno dei numeri scorsi di “Lavoro Facile” ho letto della riforma presentata dal ministro della Funzione pubblica Marianna Madia e della possibilità, per me e per chi si trova nella mia posizione, di firmare finalmente un contratto a tempo determinato.
Poi, però, più nulla. Che cosa è successo? Un altro capitolo della politica degli annunci? È così difficile capire che non si può giocare sulla pelle della gente?

F. G. - Per e-mail da Roma

La riforma è contenuta in un decreto legge all’interno del quale è previsto “un piano straordinario triennale per il superamento del precariato”. Al termine di uno dei prossimi consigli dei ministri dovrebbe esserci il via libera definitiva che, rispetto al testo già approvato, potrebbe contenere qualche correttivo sull’anzianità necessaria per la stabilizzazione.
Attualmente sono previsti 3 anni di anzianità degli ultimi 8 all’interno della stessa amministrazione. Questa formula taglierebbe fuori chi ha cumulato l’anzianità con contratti stipulati con enti diversi. Per evitare ricorsi e controricorsi si sta cercando una soluzione da inserire nel testo che poi sarà pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale”.

Il piano riguarda il 2018-2020, tempo entro il quale tutti i precari dovrebbero essere messi in regola.

3) CHE COSA FARE DELLE FERIE NON FATTE?

Sono adetto alle pulizie presso un Comune del Lazio. Ho 50 giorni di ferie non ancora utilizzate. Posso chiedere un aumento dello stipendio?

F. P. - Formia (Lt)

Risponde l’avv. Valerio Antimo Di Rosa. Le ferie sono riconsciute quale diritto irrinunciabile dei lavoratori dipendenti ad un periodo di riposo per reintegrare le energie psicofisiche.

Quelle non godute possono essere solo differite entro i termini prestabiliti per legge, mentre solo in casi eccezionali – sempre previsti dalla legge – possono essere retribuite con una indennità sostitutiva.

4) IL CONTENUTO DELLA LETTERA DI ASSUNZIONE

Grazie ad uno dei servizi pubblicati da “Lavoro Facile” sono riuscito a trovare lavoro in una struttura turistica, a partire dal 1° luglio. Nel momento in cui, nei prossimi giorni, firmerò la lettera definitiva di assunzione, a che cosa devo prestare più attenzione?

M. C. - Per telefono da Terracina

C’è da controllare subito la conformità tra quanto indicato nella lettera di assunzione e il contratto collettivo applicato nel luogo di lavoro in materia di mansioni, qualifica e orario. I contratti collettivi, generalmente, stabiliscono quali sono le informazioni che l’azienda deve comunicare al nuovo dipendente. L’atto scritto è un obbligo per i rapporti di lavoro dipendente, ma anche per i contratti di lavoro come quello a progetto, che la legge classifica come una tipologia di lavoro autonomo (art. 62 del Decreto legge 276/03).

È quindi buona norma conoscere con precisione il proprio contratto collettivo di riferimento, perché è da esso che, in ogni caso, si deve partire per verificare la corretta applicazione dei diritti e degli obblighi del lavoratore. Infatti, in base al principio della cosiddetta “inderogabilità in peggio” (art. 2077 del Codice civile) le condizioni stabilite dal contratto individuale, o nella lettera di assunzione, non possono essere inferiori a quelle previste dalla contrattazione collettiva.

5) IL LICENZIAMENTO VERBALE NON VALE

Dopo sei mesi di lavoro, e pure avendo avuto la promessa di un contratto secondo il Ccnl turismo e commercio, mi è stato detto che dovevo lasciare l’attività. Così è stato. Ma il mio posto è stato preso da un altro ragazzo. Non mi sembra corretto…

B. D. - Per e-mail da Roma

A quanto sembra, si sarebbe in presenza di un licenziamento intimato oralmente. Secondo la costante giurisprudenza della Suprema Corte, tale forma di recesso da parte del datore di lavoro, poiché viziato nella forma, deve essere colpito dalla più grave sanzione dell'inesistenza, ragione per cui restano fermi sia il rapporto di lavoro che il diritto alla retribuzione.
Chiaramente, per ottenere tali accertamenti è necessario ricorrere al Giudice del Lavoro con il patrocinio di un avvocato, previo esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione davanti alla Direzione Provinciale del Lavoro entro il termine di 60 giorni  da quanto è stato irrogato il licenziamento. 
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