Lunedì, 05 Giugno 2017

LE DOMANDE DEI LETTORI, LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI. N. 11/2017

1) DITEMI SE SI TRATTA DI MOBBING… 2) IMPRESE AGRICOLE: BANDO SCADUTO 3) IL TEMPO INDETERMINATO CHE SVANISCE 4) VOLOTEA CERCA HOSTESS E STEWARD 5) QUALI PERMESSI PER FARE UN CONCORSO?

1) DITEMI SE SI TRATTA DI MOBBING…

Da qualche tempo i rapporti nell’ufficio dove lavoro sono cambiati in peggio. In sostanza, se prima ero un punto di riferimento nell’ambito della mansione che mi è stata affidata (devo controllare la regolarità delle merci in entrata e in uscita, l’attività del magazzino e le relative pratiche amministrative) adesso questi compiti vengono spesso affidati a una collega che ha meno anzianità di me. Succede, così, che ci sono giorni durante i quali faccio poco o niente.
Ho chiesto spiegazioni ma mi hanno detto che non devo preoccuparmi. Io invece mi preoccupo perché se non sono più utile potrebbero pure licenziarmi. Adesso capisco chi parla di mobbing…

Elisabetta - Per telefono da Roma

Nonostante le maglie si siano allargate, non è che dall’oggi al domani si possono mettere alla porta i dipendenti senza una motivazione valida. Da questo punto di vista – almeno alla luce degli elementi noti – non sembrano esserci pericoli.
Da valutare con più attenzione, invece, l’aspetto del mobbing in quanto non c’è dubbio che perdurando il clima di esclusione dagli impegni stabiliti dal contratto ciò potrebbe alla lunga creare problemi psicologici e incidere sulla salute. In proposito ci sono sentenze che ormai hanno fatto giurisprudenza e che possono, nell’eventualità, sostenere l’avvio di una vertenza.
Da tenere presente che proprio di recente la Corte di Cassazione ha stabilito, riconoscendo il mobbing come pratica persecutoria, che i “fatti ostili” per essere presi in considerazione debbano essere ripetuti per un “congruo periodo di tempo”.
Vale a dire? Secondo il tribunale di Palermo, che si è pronunciato su una causa di lavoro, questo periodo può essere ragionevolmente stabilito in circa sei mesi. 

Va ricordato che il mobbing si manifesta quando viene ridotta la possibilità di comunicare per quanto riguarda i contatti umani, si ricorre al demansionamento, si diffondono maldicenze, si insiste nella critica sistematica, si lanciano minacce, si mettono in pratica altri atteggiamenti vessatori.

2) IMPRESE AGRICOLE: BANDO SCADUTO

Come tanti giovani, dopo l’invio di un’infinità di domande, pochi colloqui e ancora niente lavoro, sto pensando di avviare un’attività agricola anche perché ci sono mutui a tasso agevolato per l’acquisto di terreni.
Mi rendo conto che è un’attività che non si può improvvisare ma con me ci sono degli amici che ci capiscono e l’idea ci stuzzica parecchio. Come ci si deve comportare? Quali i passi più importanti da compiere? A chi rivolgersi?

Roberto Bacci - Per e-mail da Roma

L’iniziativa è stata presa dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare) che ha avuto in dotazione 65 milioni di euro dal ministero delle Politiche agricole. Destinatari tutti coloro che hanno tra i 18 e i 45 anni e che per la prima volta – sia in forma singola che associata – decidono di diventare imprenditori in questo fondamentale comparto.
Il problema, però, è che il bando è scaduto lo scorso 12 maggio e che quindi non c’è più niente da fare. A meno che, una volta completata la graduatoria, non si scopra che sono rimasti dei fondi a disposizione. Ciò potrebbe riaprire il discorso ma per il momento non ci sono notizie.

In effetti, le condizioni del prestito erano più che invitanti: la cifra mutuabile oscillava da 250.000 a 2 milioni di euro da rimborsare in 15, 20 o 30 anni a tasso di interesse bassissimo. Per sapere se ci saranno sviluppi, o per altre informazioni in merito, si può consultare il sito: www.ismea.it.

3) IL TEMPO INDETERMINATO CHE SVANISCE

Non ci voleva un genio per capire che, con la progressiva riduzione degli incentivi, le aziende avrebbero smesso di assumere a tempo indeterminato per rilanciare il tempo determinato. Insomma, quando è lo Stato a pagare tutti sono bravi a fare i primi della classe.
Le imprese devono imparare fare impresa: devono, cioè, produrre, vendere e competere sui mercati sempre più globalizzati. Solo così avranno bisogno di manodopera. A giudicare dai dati non mi pare che l’economia e l’industria godano di buona salute e quindi non capisco per quale misteriosa ragione si dovrebbero creare nuovi posti.
Se c’è qualcuno che paga sai che sforzo si fa a rafforzare gli organici. Tanto poi, finita la festa, finito anche il lavoro. A proposito, dov’è che le assunzioni a tempo indeterminato non sono finite sotto la suola delle scarpe?

Cesare Amici - Per e-mail da Livorno

Il lettore si riferisce, evidentemente, al rapporto pubblicato dall’Inps lo scorso 18 maggio che tanto ha fatto discutere. Lì si dice che il saldo annualizzato (cioè la differenza tra assunzioni e cessazioni) dei primi tre mesi, rispetto allo stesso periodo del 2016, è positivo: +377.000 unità.
Il risultato salta fuori dalla somma dei contratti a tempo indeterminato (+22.000), di apprendistato (+40.000) e a tempo determinato (+315.000, inclusi gli stagionali). In percentuale, e sempre raffrontando con lo scorso anno, le assunzioni a tempo determinato sono cresciute del 29,5% e quelle di apprendisti del 16,5%. Il tempo indeterminato è invece scivolato indietro del 7,6%.
Questo significa che la sostanziale scomparsa della defiscalizzazione ha spinto le aziende a tornare sui vecchi passi e a rispolverare il precariato. Resta il fatto dell’aumento complessivo delle persone che hanno trovato un impiego mentre fino a non troppo tempo fa era tutto il contrario. Però, all’indomani della riforma, le previsioni erano decisamente migliori proprio sul versante del tempo indeterminato.   

Quali le regioni che sui contratti stabili hanno tenuto di più? Non ce ne sono molte: la Valle d’Aosta (+21,6%), la Sardegna (+4,4%), il Trentino-Alto Adige (+3,2%), il Molise (+1,5%), la Calabria (+1,3%). Tra le peggiori: l’Umbria (-17,5%), il Lazio (-15,3%), l’Abruzzo (-12,6%), la Campania (-10,0%), la Lombardia (-9,3%), la Sicilia (-9,2%) e poi via via le altre.

4) VOLOTEA CERCA HOSTESS E STEWARD

Sapete dirmi se Volotea, la compagnia low cost spagnola, ha ancora bisogno di personale di cabina? E se sì come ci si può candidare?

Paola Carlini - Per e-mail da Napoli

Le selezioni di hostess e steward sono ancora aperte per gli aeroporti di Genova, Palermo, Venezia e Verona. Per gli scali francesi Bordeaux, Nantes, Strasburgo e Tolosa.

Volotea, fondata nel 2012 e con sede centrale a Barcellona, raggiunge 78 destinazioni in Europa. Per i requisiti e l’invio del curriculum ci si deve collegare con il sito: http://www.volotea.com/it/offerte-di-lavoro/cabin-crew.

5) QUALI PERMESSI PER FARE UN CONCORSO?

Lavoro presso uno studio come addetta alla segreteria. Ho un contratto a tempo indeterminato, part time. Prossimamente dovrò effettuare 3 prove preselettive per altrettanti concorsi pubblici.
I giorni che mi servono per effettuare queste prove verranno considerati come permessi oppure, portando l'attestazione di presenza che mi verrà rilasciata, mi verranno scalati come ferie? Ho dato un'occhiata al Ccnl (dipendenti studi professionali) ma vi viene menzionato solo il caso di esami universitari.

V. P. - Per e-mail da Roma

Risponde l’avv. Valerio Antimo Di Rosa. I lavoratori dipendenti hanno diritto di assentarsi dal lavoro usufruendo di permessi e – al riguardo – i contratti collettivi possono integrare le previsioni legali.
Ciò detto, i permessi possono essere di diverso tipo, e in particolare: 1) per la formazione del lavoratore; 2) connessi ai diritti sindacali; 3) legati alla maternità; 4) le cosiddette ex festività abolite, per complessive 32 ore.
Nella fattispecie sottoposta dalla lettrice, poichè non si tratta di permessi usufruibili per la formazione, trattandosi di concorsi per esami, converrà utilizzare i permessi per le ex festività, dal momento che in base a molti Ccnl ogni mese si matura 1/12 delle 32 ore.
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