Giovedì, 25 Gennaio 2018

L'EDITORIALE. I POSTI CHE CI SONO SUBITO E LE FIGURE INTROVABILI

NEL NUMERO SCORSO, in questo spazio, riportando una previsione della Camera di Commercio, abbiamo dato conto che nel primo trimestre di quest’anno le aziende che operano nel Lazio avrebbero fatto 102.000 assunzioni. Un paio di lettori ci hanno telefonato per dire: “Magari fosse, ma ormai c’è la gara a chi le spara più grosse”. Quindi: “Una balla più un’altra balla fanno due balle e non una verità. La verità è quella dell’esercito di giovani senza lavoro”.
Il risentimento è più che legittimo. Troppe promesse e poche realizzazioni. Stavolta, però, qualcosa sembra andare nella direzione tracciata dalla Camera di Commercio.

Nelle pagine che seguono, per esempio, ci sono opportunità inimmaginabili fino a poco tempo fa. Camera e Senato stanno per riaprire le porte dell’ufficio del personale dopo un paio di decenni di silenzio, l’intelligence italiana è a caccia di neodiplomati e neolaureati da impiegare nella cyber security, un centro commerciale interessante per i criteri adottati è alla vigilia dell’inaugurazione a pochi passi dal Vaticano, l’alberghiero ha riscoperto la voglia di crescere e sta mettendo in campo nuove strutture e nuovi posti, e i tedeschi di Lufthansa – che si sono fatti avanti per acquistare Alitalia – hanno bisogno di personale di terra e di volo. Poi ci sono tante piccole e medie imprese che devono rafforzare gli organici e che si sono rivolte anche alle agenzie del lavoro per risolvere il problema.

MA, ALLA FINE, QUEI 102.000 riusciranno a firmare un contratto? È più prudente non mettere la mano sul fuoco, però l’anno non è partito male. Tra l’altro, da Emilia, Lombardia e Veneto molti siti produttivi hanno fatto sapere che cercano ma non trovano. In particolare tecnici e specialisti informatici, progettisti, ingegneri, operai edili, assistenti sociali, addetti alle cure estetiche. Persino cassieri e magazzinieri. A lanciare l’Sos sono anche alcune aziende che lavorano per Ikea e che, di fronte alle crescenti richieste del colosso svedese dell’arredamento, cominciano a dare segni di affanno.

È UNA STORIA CHE SI RIPETE. Periodicamente, diversi istituti di indagini demoscopiche ci rimbalzano più o meno la stessa cosa. E ogni volta ci chiediamo: ma come è possibile con una disoccupazione giovanile che oscilla tra il 32% e il 34%? Anche la risposta delle imprese è sempre in fotocopia: se abbiamo necessità di chi sa piegare la lamiera mica possiamo prendere uno che è bravissimo a gestire i rapporti con le banche. Ma c’è una contro-domanda: siccome di chi sa piegare la lamiera è pieno il nostro Paese, come mai non si riesce a inquadrare la figura adatta?

FORSE C’È QUALCOSA che non va. Anzi, senza forse: c’è qualcosa che non va nell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Si è provato a correre ai ripari ma la svolta è ancora lontana.
Sul “Corriere della Sera”, proprio su questo argomento, Dario Di Vico ha avanzato un dubbio sottile distinguendo tra “persone giuste” e “profili giusti”. Ovvero, i profili ci sarebbero pure ma la vicenda si complica se alle persone si chiede di cambiare mansione, essere disponibili ai turni, coprire il sabato e il tutto per una paga sotto i mille euro.

Resta il fatto che – come accennato all’inizio – le chance sono tornate alla ribalta. Con tanto di indirizzi, telefoni, e-mail. Si fa presto a vedere se sono un bluff: basta inviare il curriculum…

Per leggere integralmente e gratuitamente il n. 2/2018 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui.
Letto 232 volte

Articoli correlati (da tag)