PRENDETE CARTA E PENNA o create un file sul vostro computer e, fino al 4 marzo, annotate tutto ciò che si dice intorno alla creazione di nuovi posti. Non ci vuole molto tempo: una decina di minuti al giorno per meno di un mese. Poi lasciate tutto lì e a metà aprile provate a vedere che ne è degli impegni presi. Magari, a quel punto, l’occupazione non sarà più un problema e chi adesso è alla ricerca di un impiego avrà sotto gli occhi una serie di contratti tra i quali scegliere.

Be’, non esageriamo. A metà aprile saremo probabilmente ancora alle prese con la formazione del governo, e della messa a punto di strategie sul lavoro sarà quasi impossibile trovare traccia. Non per cattiva volontà, ma senza un esecutivo in carica non si possono proporre nè prendere decisioni.

PERÒ QUEGLI APPUNTI non buttateli. Prima o poi i ministri salteranno fuori e allora i raffronti si potranno cominciare a fare. Se tutto filerà liscio, Palazzo Chigi potrà disegnare i primi provvedimenti tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, in tempo per discuterli in Parlamento e pubblicarli sulla Gazzetta Ufficiale all’inizio di ottobre.

Per accelerare i tempi si potrebbe ricorrere ai decreti legge – come più volte è accaduto – e mandare così un segnale forte. Della serie: vedete che il lavoro ci sta a cuore e non vogliamo prendervi in giro.

CHI È CHE È PRONTO a mettere la mano sul fuoco che andrà proprio secondo questa tabella di marcia? L’occupazione è uno degli argomenti importanti della campagna elettorale in corso, ma ce ne sono anche altri. Com’è naturale. E, a ben guardare, non è tra i temi in grado di infiammare gli elettori. Ora siccome i voti, come evidenziano i sondaggi, si conquistano sollecitando più la pancia che il ragionamento, basta affermare che il lavoro è centrale nei programmi per poi passare a sparare palle incatenate nel tentativo di demolire gli avversari colpevoli di non capire niente e di portare l’Italia alla rovina.

Alcuni economisti si sono presi la briga di fare le pulci alle promesse di ogni tipo che ci stanno inondando e hanno scoperto che la gran parte non solo sono irrealizzabili ma ci porterebbero dritti al naufragio.

L’IMPRESSIONE È CHE, quando verrà il momento, intorno al tavolo del lavoro si combatteranno battaglie di parte mentre, invece, ci vorrebbe la massima convergenza e il contributo più ampio possibile per rafforzare e rilanciare i timidi segnali positivi portati a casa negli ultimi mesi. Sarebbe troppo bello e forse non accadrà. A meno di un miracolo.

DETTO CIÒ, VOLTIAMO pagina e poniamo l’attenzione su che cosa offre concretamente il mercato del lavoro. Nelle pagine che seguono si possono trovare le proposte che provengono dal mondo della ristorazione, dei trasporti, della distribuzione, del commercio e dello spettacolo.

Si tratta di aziende che, senza attendere i risultati delle urne, continuano a portare avanti la linea dello sviluppo e ad assumere personale. Il Paese si muove lungo un percorso delicato: ecco perché chi scommette sul futuro, investendo e innovando, scommette sull’Italia. L’auspicio è che si possa recuperare la voglia di fare sistema per restituire fiducia ai giovani e a chi sta attraversando momenti di difficoltà. Gli appunti di cui si è parlato all’inizio possono anche servire a svelare chi sta bluffando.

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NEL NUMERO SCORSO, in questo spazio, riportando una previsione della Camera di Commercio, abbiamo dato conto che nel primo trimestre di quest’anno le aziende che operano nel Lazio avrebbero fatto 102.000 assunzioni. Un paio di lettori ci hanno telefonato per dire: “Magari fosse, ma ormai c’è la gara a chi le spara più grosse”. Quindi: “Una balla più un’altra balla fanno due balle e non una verità. La verità è quella dell’esercito di giovani senza lavoro”.
Il risentimento è più che legittimo. Troppe promesse e poche realizzazioni. Stavolta, però, qualcosa sembra andare nella direzione tracciata dalla Camera di Commercio.

Nelle pagine che seguono, per esempio, ci sono opportunità inimmaginabili fino a poco tempo fa. Camera e Senato stanno per riaprire le porte dell’ufficio del personale dopo un paio di decenni di silenzio, l’intelligence italiana è a caccia di neodiplomati e neolaureati da impiegare nella cyber security, un centro commerciale interessante per i criteri adottati è alla vigilia dell’inaugurazione a pochi passi dal Vaticano, l’alberghiero ha riscoperto la voglia di crescere e sta mettendo in campo nuove strutture e nuovi posti, e i tedeschi di Lufthansa – che si sono fatti avanti per acquistare Alitalia – hanno bisogno di personale di terra e di volo. Poi ci sono tante piccole e medie imprese che devono rafforzare gli organici e che si sono rivolte anche alle agenzie del lavoro per risolvere il problema.

MA, ALLA FINE, QUEI 102.000 riusciranno a firmare un contratto? È più prudente non mettere la mano sul fuoco, però l’anno non è partito male. Tra l’altro, da Emilia, Lombardia e Veneto molti siti produttivi hanno fatto sapere che cercano ma non trovano. In particolare tecnici e specialisti informatici, progettisti, ingegneri, operai edili, assistenti sociali, addetti alle cure estetiche. Persino cassieri e magazzinieri. A lanciare l’Sos sono anche alcune aziende che lavorano per Ikea e che, di fronte alle crescenti richieste del colosso svedese dell’arredamento, cominciano a dare segni di affanno.

È UNA STORIA CHE SI RIPETE. Periodicamente, diversi istituti di indagini demoscopiche ci rimbalzano più o meno la stessa cosa. E ogni volta ci chiediamo: ma come è possibile con una disoccupazione giovanile che oscilla tra il 32% e il 34%? Anche la risposta delle imprese è sempre in fotocopia: se abbiamo necessità di chi sa piegare la lamiera mica possiamo prendere uno che è bravissimo a gestire i rapporti con le banche. Ma c’è una contro-domanda: siccome di chi sa piegare la lamiera è pieno il nostro Paese, come mai non si riesce a inquadrare la figura adatta?

FORSE C’È QUALCOSA che non va. Anzi, senza forse: c’è qualcosa che non va nell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Si è provato a correre ai ripari ma la svolta è ancora lontana.
Sul “Corriere della Sera”, proprio su questo argomento, Dario Di Vico ha avanzato un dubbio sottile distinguendo tra “persone giuste” e “profili giusti”. Ovvero, i profili ci sarebbero pure ma la vicenda si complica se alle persone si chiede di cambiare mansione, essere disponibili ai turni, coprire il sabato e il tutto per una paga sotto i mille euro.

Resta il fatto che – come accennato all’inizio – le chance sono tornate alla ribalta. Con tanto di indirizzi, telefoni, e-mail. Si fa presto a vedere se sono un bluff: basta inviare il curriculum…

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A CHI È ALLA RICERCA di un lavoro a Roma e nel Lazio, la Camera di Commercio da dato delle buone notizie. Perché nel primo trimestre di quest’anno – cioè subito – le aziende del territorio assumeranno 102.000 persone. E, si badi bene, nel calcolo non ci sono stabilizzazioni o trasformazioni di rapporti già in essere: no, si tratta di posti nuovi di zecca saltati fuori dalla ripresa economica e, in particolare, dallo sviluppo di alcuni settori produttivi.

Siccome siamo in campagna elettorale, il dato potrebbe suscitare qualche perplessità. Sono giorni, infatti, in cui se ne sentono di cotte e di crude: meno tasse, più soldi in busta paga e ai pensionati, incentivi di sopra e incentivi di sotto, sussidi a pioggia, agevolazioni a rotta di collo.

QUINDI, PURE SU QUEI 102.000 nuovi contratti sarebbe legittimo farsi venire dei dubbi. Solo che, stavolta, la Camera di Commercio non è un partito e chi ha elaborato le previsioni è Excelsior, una società che finora ha quasi sempre colto nel segno. O ci è andata molto vicino.
Se così sarà ce ne accorgeremo presto. Ma, intanto, dove si creeranno le possibilità di impiego? Secondo l’indagine, il 40% nei servizi alle imprese, il 17% nel commercio, il 12% nell’alberghiero e nella ristorazione, il 9% nell’industria e l’8% nell’edilizia. Il restante 14% nell’informatica, nelle professioni, nell’artigianato.

Significativo è quell’8% assegnato all’edilizia dopo la lunga crisi che ha spinto in un angolo uno dei comparti tradizionalmente trainanti della Capitale. Segno che è tornata la fiducia in chi vuole comprare e che non ha più timore di chiedere un mutuo.

CHI È ALLA RICERCA di un lavoro sa un po’ meglio dove guardare. Con un suggerimento in più legato a un risultato dell’ultima ora. A Roma il turismo non è mai andato così bene e tutto lascia pensare che andrà ancora meglio.

Di conseguenza, occhio a ciò che si muove nell’area dell’accoglienza in quanto, anche se in gran parte si è in presenza di posti a tempo determinato, è però vero che di conferma in conferma non è difficile puntare al tempo indeterminato.

DI OPPORTUNITÀ È RICCO anche questo numero di “Lavoro Facile” che segna il ritorno della nostra rivista online dopo una breve pausa per le festività di fine anno. Ce n’è per diversi profili professionali e per chi è alle prime armi.
Vediamo nel dettaglio. Nella grande distribuzione Conad si appresta ad aprire altri centri vendita e ha bisogno di personale. Tra gli istituti di credito Intesa Sanpaolo, nell’ambito di un vasto ricambio generazionale, inserirà 1.500 giovani diplomati e laureati. Le Ferrovie dello Stato, dopo averla annunciata, adesso comincerà la selezione di 500 tra operatori e macchinisti. Nell’abbigliamento di classe Fendi chiamerà a raccolta 350 tra operai, addetti vendita e creativi. Apple, infine, si accinge a inaugurare un flagship store di 2.000 metri quadrati all’interno di Palazzo Marignoli in via del Corso, a due passi dal Parlamento e dalla Rinascente di via del Tritone, dove lavoreranno 200 tra commessi, cassieri e operatori specializzati.
Sullo sfondo resta l’Acquario all’Eur che proprio in questi giorni dovrebbe superare l’ultima curva ed entrare in dirittura d’arrivo. Tutto andrà a buon fine? Vedremo. Comunque di “roba” sul tavolo ce n’è tanta e vale la pena non lasciarsela sfuggire.
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LA DOMANDA CHE CI SI PONE quando comincia un nuovo anno è se sarà migliore del precedente. A sperarlo sono un po’ tutti: sia coloro ai quali non è andata poi male sia quanti – per restare agli argomenti che sono propri della nostra rivista – hanno avuto problemi sul versante dell’occupazione.

Ma come ci affacciamo sul 2018? I dati macroeconomici dicono che il 2017 si è comportato benino: la ripresa, seppure inferiore a quella di tanti Paesi europei, si è consolidata, alcuni settori del mondo della produzione si sono rafforzati, la disoccupazione è diminuita, e la fiducia nel futuro, secondo i sondaggisti, è aumentata. C’è chi contesta questo scenario punto per punto: l’economia non è uscita definitivamente dalla crisi, i senza lavoro sono ancora un esercito, e la fiducia oscilla di mese in mese sulla base di ciò che accade.

EPPURE POCHI GIORNI FA l’Istat ha precisato che nel terzo trimestre di quest’anno ci sono stati 303mila occupati in più (+1,3% rispetto allo stesso periodo del 2016) e il tasso di disoccupazione è sceso al 10,6% con una riduzione su base annua del 2,5%.

All’interno di queste cifre ce n’è una che non ha mancato di suscitare polemiche: i dipendenti a tempo determinato sono aumentati al livello record di 2,784 milioni (+13,4%). Vale a dire che se la disoccupazione arretra è perché avanza il precariato. Il che significa, anche, che le imprese non se la sentono di caricare gli organici con il tempo indeterminato, almeno fino a quando la ripresa non si sarà stabilizzata e avrà ripreso a correre a velocità più sostenuta.

LUCI E OMBRE, COME SEMPRE in Italia. Tra le luci ci sono le aziende che hanno in programma sviluppo e nuove assunzioni. Nel “primo piano” che comincia a pagina 10 ne proponiamo alcune per un buon numero di posti. Le figure ricercate sono di diverso tipo e di diversa esperienza.
Sulla stessa lunghezza d’onda, ma con ricadute positive più immediate, si pone il comparto dell’alberghiero. Qui le selezioni sono portate avanti da grandi catene con strutture nelle principali città italiane, con Roma in primo piano. Del resto, la Capitale ha messo a segno dei buoni risultati in fatto di arrivi e presenze e si appresta a marciare con questo ritmo pure nel 2018.

Ciò impone ai nostri operatori dell’accoglienza di essere all’altezza del compito per vincere la sfida con i concorrenti che sono agguerriti e che hanno capito prima e meglio l’importanza della qualità dei servizi. Noi abbiamo l’arte e la storia come nessun altro, ma spesso trattiamo i visitatori non come dovremmo.

QUESTO NUMERO È RICCO di altre opportunità. Poste Italiane, per esempio, ha bisogno di 750 portalettere alla prima esperienza. Il contratto è a tempo determinato, lo stipendio di circa 1.200 euro netti. Inoltre, dal 1° gennaio scattano due misure di sostegno destinate a chi si trova in difficoltà: l’assegno di ricollocazione e il reddito di inclusione. A pagina 34 è possibile leggere le informazioni utili.
Anche quest’anno, in occasione delle feste di fine anno, “Lavoro Facile” si prende un periodo di pausa. La rivista online tornerà l’11 gennaio. Nel frattempo il nostro sito www.lavorofacile.info continuerà ad essere puntualmente aggiornato. Buon anno e buon lavoro.

 

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La PUBBLICA AMMINISTRAZIONE si muove e ha deciso di mettere fine al caos contrattuale che riguarda da anni gli organici dello Stato. Così il ministro Marianna Madia ha firmato pochi giorni fa la circolare che si ripromette, a partire dal prossimo 1° gennaio, di stabilizzare il piccolo esercito di precari che lavora tra DICASTERI, SCUOLE, ENTI DI RICERCA, COMUNI e REGIONI.

È stato calcolato che saranno 50.000 coloro che potranno beneficiare del provvedimento. Ma quali requisiti occorre avere? E che cosa fare per porre fine ai ripetuti rinnovi a tempo determinato? In questo numero di “LAVORO FACILE” c’è un capitolo dedicato all’argomento che prova a rispondere alle domande legate a una misura che sicuramente – e finalmente – riporterà un po’ d’ordine all’interno della macchina operativa statale. Perché non tutto è semplice e perché c’è potrebbe perdere anche questo treno.

A proposito di pubblica amministrazione ci sono una serie di CONCORSI interessanti: quello dell’INPS per 365 ANALISTI il cui bando è stato anticipato nel numero scorso, quello per 2.416 DIRIGENTI SCOLASTICI e quello per 65 tra MEDICI, TECNICI, FISIOTERAPISTI e INFERMIERI per il Policlinico Umberto I di Roma.

Le FERROVIE DELLO STATO hanno deciso di assumere 900 tra MACCHINISTI e MANUTENTORI. Dopo gli 800 inserimenti effettuati dall’inizio dell’anno, si tratta di un’ulteriore spinta al rinnovamento generazionale che ha per obiettivo il miglioramento dei servizi e l’introduzione massiccia delle nuove tecnologie.

Per FARSI AVANTI occorre avere tra i 18 e i 29 anni e il diploma. Abbiamo parlato direttamente con l’azienda e ci siamo fatti spiegare meglio i tempi e la portata dell’iniziativa. Il consiglio che viene dato è di inviare al più presto la domanda in modo da essere tra i primi a partecipare ai colloqui.

La GRANDE DISTRIBUZIONE continua ad essere un bel serbatoio di posti. Per esempio, COOP, ESSELUNGA, EUROSPIN e LIDL hanno bisogno di 418 figure tra ALLIEVI DIRETTORI, CASSIERI, COMMESSI e MAGAZZINIERI per le strutture presenti a Roma e in altre città d’Italia.

Chi ha già un’esperienza alle spalle avrà una corsia preferenziale, però possono candidarsi anche coloro che sono al primo impiego. In genere i contratti sono a tempo determinato con possibilità di proroghe.

Un comparto che va a gonfie vele è quello delle CROCIERE e in vista dell’arrivo di nuove navi le compagnie hanno avviato la selezione di TECNICI e di addetti tipici dell’ALBERGHIERO (camerieri di sala, cuochi, receptionist…) in quanto le grosse unità sono ormai degli autentici hotel di lusso che portano migliaia di passeggeri in giro nel Mediterraneo e nelle località più alla moda bagnate dagli oceani.

Le ricerche per 950 persone sono di COSTA CROCIERE (che organizza anche corsi per chi vuole cominciare una carriera in questo settore) e GRIMLDI GROUP.

Nella rubrica LAVORI IN CORSO si possono trovare, come al solito, molte altre chance. Tra queste 250 per DROGERIE MARKT, 120 macchinisti e capitreno per TRENORD, 60 tecnici IBM ITALIA, 55 per MCDONALD’S, 40 nel fai-da-te di OBI, 40 per AMADORI, 20 nel farmaceutico JOHNSON & JOHNSON, 20 nei regali di TIGER. E poi chance in CROCE ROSSA, MARZOTTO, UNIEURO e VETRYA.

Dalle PICCOLE E MEDIE IMPRESE del Lazio arrivano 745 offerte per COMMESSI, IMPIEGATI, INFORMATICI, INGEGNERI, MAGAZZINIERI, OPERAI, RESPONSABILI, SEGRETARIE, TECNICI, TELEFONISTI CALL CENTER. Contratti a tempo indeterminato e determinato con possibilità di proroghe.

Da non perdere, infine, per chi vuole lavorare nel mondo dello spettacolo, le pagine di TROVASET con tutti gli ultimi casting. Stavolta le selezioni riguardano ATTRICI, ATTORI, COMPARSE, PERSONAGGI per le trasmissioni televisive, ma anche DIRETTORI DELLA FOTOGRAFIA, AIUTO REGISTI, FONICI, COSTUMISTI, DOPPIATORI e SPEAKER.

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I 1.080 ANALISTI di processo e funzionari che l’Inps si appresta ad assumere confermano che la pubblica amministrazione ha cominciato a mettere mano al programma che prevede l’ingresso nella macchina dello Stato di forze fresche in grado di garantire, con il ricambio generazionale, la progressiva modernizzazione tecnologica degli enti e dei ministeri. Lavoro Facile ne ha parlato più volte nei numeri scorsi, e adesso si attendono notizie analoghe dai ministeri dei Beni culturali e dell’Economia e dall’Agenzia delle entrate.

La pubblica amministrazione è un po’ come il settore dei lavori pubblici: se da una parte si fanno nuovi contratti e dall’altra si ricomincia con gli interventi infrastrutturali (strade, scuole, ferrovie, ponti, metropolitane…) l’economia se ne gioverebbe, e anche chi è alla ricerca di un impiego troverebbe la giusta soluzione.

TUTTO È LEGATO – com’è ovvio – alle risorse disponibili. Per le assunzioni nella PA si sono trovate le coperture necessarie ma sull’altro versante la situazione è più ingarbugliata. Del resto, la Legge di Bilancio non così espansiva come pure servirebbe e i controlli dell’Unione europea non consentono di giocare con i bilanci.

Insomma, con il debito che non accenna a diminuire non ci è consentito di fare operazioni in deficit. Di conseguenza occorre procedere a piccoli passi nella speranza che la pazienza di chi siede in panchina in attesa di entrare nel mondo della produzione non si esaurisca e finisca con l’alimentare i sentimenti di frustrazione e di rabbia già tanto diffusi nel Paese.

OLTRE ALL’INPS, le possibilità di lavoro segnalate nelle pagine che seguono riguardano la grande distribuzione (Rinascente, Ovs e Upim), l’alberghiero e un comparto di cui poco si dice ma che è in forte espansione: quello della sicurezza/vigilanza.

Complessivamente si tratta di un buon numero di posti per diversi livelli professionali: chi ha già una solida esperienza alle spalle può puntare direttamente su contratti a tempo indeterminato; per chi, invece, è al primo impiego il rapporto è spesso a tempo determinato o di apprendistato. Molti i tirocini con rimborso spese tra i 500 e gli 800 euro mensili. La durata è in genere di 6 mesi.

L’ALBERGHIERO è legato a doppio filo al turismo. Più visitatori arrivano e più le stanze si riempiono. Il 2017 si chiuderà con un risultato lusinghiero: con 159 milioni di pernottamenti registrati nei soli primi sei mesi dell’anno e con questa tendenza positiva che – è stato calcolato – continuerà fino al 31 dicembre, l’Italia potrebbe registrare la più alta crescita percentuale in Europa.

Non male, anche perché contemporaneamente si sono valorizzati, accanto alle mete classiche, i borghi e i piccoli centri storici di cui siamo ricchi ma che finora erano rimasti ai margini. Qui la sfida è quella del turismo sostenibile: cioè non solo divertimento ma più cultura. Anche alla luce della circostanza che, tra quanti hanno visitato il nostro Paese, i giudizi positivi hanno premiato Matera (87%) e Lucca (83%). Più indietro Roma (78%) e Venezia (77%) segno che il traffico, il caos, la disorganizzazione e i prezzi a ruota libera (il conto di 526 euro pagato da tre turisti provenienti dalla Gran Bretagna per un pranzo di pesce in un ristorante sulla laguna) non aiutano. Se il turismo è il nostro petrolio facciamo in modo di non buttarlo dalla finestra.

Per leggere la versione pubblicata sul n. 21/2017 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui.
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PER UNA CITTÀ come Roma l’ultimo periodo dell’anno, quello prima e dopo le feste di Natale, è tradizionalmente sensibile alle possibilità di lavoro. Sia per la maggiore presenza di turisti provenienti da ogni parte del mondo sia perché si irrobustisce la capacità di spesa di chi abita nella Capitale grazie al pagamento delle tredicesime. I settori interessati sono, quindi, quelli dell’accoglienza e del commercio dove è già cominciata la caccia a numerose figure professionali. In particolare, c’è bisogno di addetti alla ristorazione (camerieri, cuochi), personale alberghiero (amministrativi, commis di sala e di cucina, receptionist) e personale per i negozi (commessi, store manager, visual).

LE SELEZIONI sono spesso curate dalle agenzie per il lavoro ma sono numerose anche le aziende che decidono di muoversi in proprio attraverso campagne mirate di recruitment e colloqui diretti. Di tutto questo ci sono ampie informazioni nelle pagine che seguono con riferimenti di uso immediato.
L’elemento meno positivo è che si tratta di posti a tempo determinato. Certo, l’evenienza di successive conferme e di trasformazione a tempo indeterminato non è infrequente, però si comincia sapendo che tra qualche mese occorrerà rimettersi a cercare una nuova sistemazione.
Un quadro che va al di là del momento di cui si sta parlando (quello legato alle feste di Natale) e che riguarda l’intero mondo del lavoro se è vero – come è vero – che la ripresa economica ha creato quasi un milione di posti ma i contratti a scadenza sono la grande maggioranza. Segno che le imprese non se la sentono ancora di accrescere gli organici in maniera stabile e che gli incentivi all’occupazione non sono finora riusciti a rilanciare il tempo indeterminato che pure era tra gli obiettivi principali del Jobs Act.

ACCANTO AI SETTORI dell’accoglienza e del commercio, dove Roma può giocare carte importanti, ce ne sono altri che non se la passano bene. Pochi giorni fa i sindacati hanno lanciato l’allarme per ventimila dipendenti che potrebbero perdere l’impiego e finire in cassa integrazione o recuperati con contratti di solidarietà a meno ore e buste paga più leggere.
In difficoltà sono, in particolare, alcuni comparti della grande distribuzione, dell’elettronica, del catering (crisi Alitalia), della vigilanza, della sanità e della telefonia mobile. Se poi si aggiungono le grandi aziende che hanno deciso di trasferirsi nell’orbita di Milano (Almaviva, Esso, Mediaset, Sky..) il quadro non è esaltante.

ECCO PERCHÉ il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha convocato un tavolo entro dicembre con Comune, Regione, imprenditori e sindacati per mettere a punto idee e risorse per rilanciare una Capitale che è in affanno su più versanti. C’è attesa per ciò che potrà essere deciso perché ci sono 2,6 miliardi di euro già disponibili tra fondi regionali, governativi ed europei da destinare allo sviluppo e alla competitività delle imprese, a nuove infrastrutture e al trasporto pubblico, alla qualità e alla lotta all’inquinamento, alla sanità, alla formazione e alla conoscenza.
La speranza è che non prevalgano ancora una volta gli interessi di bottega e le suscettibilità istituzionali e che Roma possa tornare a volare alto con progetti in grado di riproporne il ruolo strategico e la sua dimensione internazionale. Se così sarà anche il lavoro non potrà che trarne significativi benefici.

-> Per visualizzare la versione pubblicata sul n. 20/2017 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui.

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POCO MENO di 8.000 persone – per l’esattezza 7.903 – stanno per essere assunte dalla pubblica amministrazione. Per 5.590 l’entrata in servizio è prevista entro la fine di quest’anno grazie al fatto che si riprenderanno in mano gli elenchi dei vincitori dei concorsi che si sono succeduti negli ultimi anni.
Per le altre 2.313 figure verranno indetti bandi secondo le nuove regole della riforma della PA che porta la firma del ministro Marianna Madia. Questa fase terminerà entro il 2019 ma non è escluso che il percorso possa concludersi prima, alla luce di situazioni che richiedono una risposta urgente in materia di pianta organica. Per essere più chiari: ci sono uffici sottodimensionati che non ce la fanno più a svolgere i compiti assegnati.

A PAGINA 10 si possono trovare tutte le notizie relative all’iniziativa. Poco più di un mese fa, proprio nello spazio di questa rubrica, “Lavoro Facile” aveva affrontato il problema titolando: “Se il pubblico impiego rispalanca le porte”. Si parlava delle dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario alla pubblica amministrazione, Antonio Rughetti, sulla necessità di rivedere alla radice la macchina dello Stato puntando sui giovani e sulla digitalizzazione di interi settori rimasti ai margini della rivoluzione tecnologica. Anche in deroga alla riforma Fornero. Non siamo ancora a questo ma la PA, dopo un lungo letargo, sta mandando segnali di risveglio.

IN QUESTO NUMERO, oltre alla pubblica amministrazione, si prende in considerazione anche ciò che si muove nel privato. Dalla Rinascente di Roma, che ha appena inaugurato il flagship store in via del Tritone e continua ad avere bisogno di personale, a Decathlon, che in vista degli acquisti di fine anno ha cominciato a rafforzare i reparti, ai francesi di Iliad, che nel campo delle telecomunicazioni hanno deciso di farsi largo nel nostro Paese e stanno per lanciare un’ampia campagna di recruitment.

BUONE NOTIZIE per chi è alla ricerca di un lavoro arrivano dalla ristorazione che è uno dei settori che continuano a viaggiare con il vento in poppa. Qui le catene più importanti stanno mettendo in campo notevoli programmi di sviluppo con l’apertura di spazi commerciali e la ristrutturazione di quelli con più anni sulle spalle.
Il risultato è che ci sono centinaia di opportunità (pag. 18) sia per chi ha già una specializzazione sia per chi è alle prime armi e vuole cominciare una carriera in un comparto che può essere un trampolino di lancio per chi ha il pallino di mettersi in proprio.

LEGATE ALLA ristorazione sono le aziende della consegna a domicilio di pranzi e cene. Non più solo pizze ma anche menù di chef famosi: la rivoluzione informatica si è fatta sentire anche da queste parti – con il cellulare si può ormai ordinare di tutto – e la ricaduta sulla occupazione si sta facendo sentire (pag. 26).

IMPORTANTE è il capitolo dedicato al videocurriculum che da noi ha avuto finora poco successo ma che una società, Visiotalent, ha deciso di riproporre aggiornandone i presupposti. Abbiamo sentito il country manager, Andrea Pedrini, che ci ha spiegato perché conviene candidarsi utilizzando questo metodo (pag. 38).
Nei servizi che seguono c’è molto altro: per esempio le chance nel mondo dello spettacolo. Quindi buona lettura e… buon lavoro.

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È UN NUMERO particolarmente ricco questo di “Lavoro Facile” con Roma tra le città dove le chance sono più numerose. Alcune possibilità sono da cogliere al volo, per altre sarà comunque bene non perdere troppo tempo: insomma, se c’è la posizione di interesse la cosa più giusta da fare è quella di inviare subito il curriculum.
A rimettersi in moto, dopo un lungo letargo, è il Campidoglio che per coprire i vuoti che si sono aperti con il sostanziale blocco del turn over (cioè la mancata sostituzione di chi via via è andato in pensione) ha tirato fuori dai cassetti le liste dei vincitori del concorsone del 2010: complessivamente sono un migliaio coloro che nei prossimi mesi entreranno nei diversi dipartimenti dell’amministrazione comunale, ed entro l’anno ci sarà spazio anche per 100 giardinieri.

NON MALE per una Capitale che sembra essersi fermata e che potrebbe provare a ripartire. In verità ci sono imprese che non hanno mai smesso di darsi da fare. Più volte abbiamo parlato di Amazon e delle opportunità legate al nuovo centro logistico di Passo Corese che è stato appena inaugurato e che ha già inserito 400 persone: a regime i dipendenti dovranno arrivare a 1.200 e le selezioni andranno avanti ancora per un bel po’.

PROPRIO AMAZON – che ha stretto un accordo con Poste Italiane per la consegna dei prodotti ordinati online – ha “costretto” la nostra più importante azienda di recapito a rafforzare gli organici per fronteggiare l’impegno.
Così tra qualche settimana si riapriranno le porte per tantissimi portalettere: il contratto sarà a tempo determinato ma se l’iniziativa andrà avanti probabilmente una parte di questi posti non saranno più mordi e fuggi. Gli inserimenti di Poste riguarderanno quasi tutte le sedi in Italia. A Roma – secondo notizie raccolte da fonti bene informate – ci sarà bisogno di circa 300 addetti.

E A ROMA proposte provengono anche dalle ferrovie. La Stazione Termini, per esempio, che si sta rinnovando e dove è già in funzione una terrazza che si affaccia sui binari con ristoranti e punti di ristoro e dove nella galleria che va da via Marsala e via Giolitti hanno alzato le saracinesche locali dai nomi noti, è caccia a un centinaio di figure professionali.
Inoltre Ntv – in attesa dell’entrata in servizio di nuovi convogli – è alla ricerca di 160 hostess e steward per le attività a bordo e a terra. Anche in questo caso una prima serie di colloqui è in programma a scadenza ravvicinata.

POI CI SONO le banche. Il tema è noto e si chiama ricambio generazionale. Gli istituti di credito stanno attraversando una fase di profonda riorganizzazione con al centro la necessità di ridurre le spese di gestione e accelerare sul versante delle tecnologie digitali: quindi, pensionamenti e prepensionamenti e avanti con i giovani. Le uscite sono ampiamente superiori alle entrate ma così facendo si sono riaperte le porte alle assunzioni che altrimenti sarebbero rimaste chiuse.

LE SEGNALAZIONI non finiscono qui. Nelle pagine di “Lavori in corso” ci sono occasioni per i supermercati Despar, per l’abbigliamento di Camicissima e H&M, per il bricolge di Obi, per Tiffany, Pirelli, Prysmian. Buona lettura.

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QUALCOSA SEMBRA muoversi sul versante del pubblico impiego. Anzi molto sembra muoversi, almeno a giudicare dagli annunci che si sono succeduti negli ultimi giorni. Bisognerà vedere quanto di ciò che è stato detto si trasformerà in azioni concrete, ma non c’è dubbio che tante antenne si sono messe in ascolto.
Soprattutto quelle di quei giovani che per anni hanno bussato inutilmente alle porte di ministeri, amministrazioni locali ed enti legati a filo doppio alle strutture dello Stato. Per loro, nel tempo, ci sono stati pochi concorsi e quei pochi spesso non sono andati al di là della formazione di graduatorie. Del resto, con le casse pubbliche agli sgoccioli e con le norme che impediscono una gestione più ampia del turn over finora c’è stato poco da fare.

ADESSO LA STORIA potrebbe cambiare perché nella Pa potrebbe farsi largo la staffetta generazionale. In sostanza, tanti vanno in pensione e – più o meno – altrettanti vengono assunti. Sarebbe un’autentica rivoluzione: siccome entro i prossimi 4 anni saranno 500mila i dipendenti pubblici che lasceranno il lavoro per raggiunti limiti d’età, di conseguenza…
Ricapitoliamo. A metà settembre è stato il sottosegretario alla pubblica amministrazione, Antonio Rughetti, a delineare un percorso che potrebbe portare all’ingresso di migliaia di ragazzi in particolare nei settori della digitalizzazione dei servizi, dei servizi sociali e di alcune professioni sanitarie. L’obiettivo è di cogliere l’occasione per abbassare l’età media dei dipendenti (che è tra le più alte d’Europa) e di inserire nuove competenze.
Se si riuscirà a portare avanti il progetto è stato calcolato che entro il 2018 potrebbero essere assunte 80mila persone più quelle già in calendario nel mondo della scuola.

PER COMPLETARE il quadro c’è da aggiungere che si sta pensando anche “ad anticipare l’uscita dei pensionati, fare un piano dei fabbisogni e un grande concorso per assumere i giovani”. Ciò in deroga alla riforma Fornero che ha innalzato a 67 anni l’età pensionabile.
Secondo il sottosegretario Rughetti “siamo di fronte ad una grande scommessa da fare proprio in questo momento perché la prossima Legge di Stabilità può essere uno strumento non solo dal punto di vista delle risorse, ma anche da quello metodologico”. In sostanza, i punti fermi che finora hanno orientato le scelte della Pa possono essere aggiornati per rimettere al passo la macchina statale (oggi i dipendenti sono più di 3 milioni) che ha bisogno di una profonda trasformazione.

QUANTE POSSIBILITÀ ci sono che la riforma delineata possa andare avanti? Le condizioni generali sono favorevoli: l’economia continua a mandare segnali positivi, i consumi hanno ripreso a salire, e in generale in giro c’è più fiducia. Insomma, le risorse in euro necessarie potrebbero saltare fuori. In questo decisiva sarà la Legge di Stabilità.
Però non si può ignorare che in primavera ci saranno le elezioni che rinnoveranno il Parlamento e quindi il governo. E che, proprio in vista del voto, le parole di Rughetti potrebbero tenere d’occhio più il consenso che altro. Insomma, alle promesse stavolta seguiranno i fatti?.
Intanto, più concretamente, chi è alla ricerca di un impiego può cogliere le indicazioni contenute nelle pagine che seguono (Gucci, Ibm, Italgas, grandi strutture commerciali). Ce ne sono di interessanti e per ogni profilo.

È online il n. 17/2017 di LAVORO FACILE. Leggilo e sfoglialo gratuitamente.

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