Giovedì, 07 Maggio 2026

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 6/2026

1. I tanti che tirano la cinghia e quei ricchi sempre più ricchi 2. Disoccupato e con figli: l’Inps mi può dare una mano? 3. Multa se il dipendente sbaglia: ecco che cosa dice il Ccnl 4. Dal piccolo furto al licenziamento: è giusto? 5. Tutti in ferie quando l’ufficio chiude: si può fare? 6. Che cos’è e a che cosa serve il libretto di navigazione

1. I TANTI CHE TIRANO LA CINGHIA E QUEI RICCHI SEMPRE PIÙ RICCHI

Con gli stipendi non si dovrebbe scherzare e nemmeno con le pensioni! Eppure qualcuno ci sta scherzando perché da un po’ di tempo i conti non tornano più. Fare la spesa è diventato un problema: occorre stare attenti a ciò che si compra, guardare bene i cartellini dei prezzi e limitare gli acquisti allo stretto necessario.
Fino a non troppo tempo fa, con la mia pensione riuscivo a cavarmela benino: le bollette non mi facevano paura e potevo permettermi anche qualche salto al ristorante. Adesso non è più così e ciò non vale solo per me.
Non so chi ringraziare. Sicuramente il presidente americano Donald Trump che, giocando alla guerra, ha fatto impazzire i mercati. E poi anche coloro che dovrebbero fare attenzione agli equilibri sociali: invece i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
Antonio D. - Per e-mail da Roma

Io che vivo di stipendio comincio ad avere difficoltà a tirare avanti. Tutto aumenta meno la busta paga. Se continua così non so cosa potrà accadere. La pazienza e la sopportazione hanno un limite…
Marta Sereni - Per telefono da Roma

Ma i sindacati che fanno? Non vendono in che condizioni è ridotto il mondo del lavoro? Perché hanno paura a farsi carico del malessere che c’è in giro? E i partiti che dicono di stare dalla parte del popolo?
Scusate lo sfogo, ma non vedo spiragli. E continuare così è sempre più difficile.
Lorenzo Milani - Per e-mail da Roma

Da qualche settimana si sono moltiplicati gli interventi di questo tipo, segno che l’impennata dei prezzi comincia a colpire anche le fasce di popolazione che si ritenevano più al sicuro. In effetti, l’insieme dei beni alimentari e dei prodotti di uso quotidiano ha registrato a marzo una crescita del 2,2% rispetto al mese precedente. In particolare, il costo di carne, frutta, pesce e verdura è aumentato del 4,4% su base annua e del 3,7% rispetto al mese di febbraio. Più stabili i prodotti alimentari lavorati come conserve e surgelati.
Se a questo si aggiungono i rincari di carburanti, elettricità e gas ecco che anche chi prende uno stipendio medio fa sempre più difficoltà a far quadrare i conti (di conseguenza, la grande distribuzione sta registrando una maggiore attenzione verso le offerte e sono aumentati i clienti dei discount).
Una situazione che se dovesse prolungarsi potrebbe creare pesanti scompensi sociali. Come correre ai ripari? Certo è che se non si riuscirà a trovare una rapida soluzione alle crisi internazionali sarà complicato imboccare una via d’uscita. E, comunque, il tema di una più equa ripartizione delle risorse a disposizione non si potrà più ignorare: se i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri – anche quando tante persone sono costrette a tirare la cinghia – significa che bisogna provare a ragionare meglio sui meccanismi fondamentali che regolano l’economia.

2. DISOCCUPATO E CON FIGLI: L’INPS MI PUÒ DARE UNA MANO?

Sono uno dei “protagonisti” delle difficoltà che sta incontrando il mondo dell’automobile. Lavoravo in un’azienda che forniva componenti a un importante fabbricante di veicoli che ha ridotto la commessa e, di conseguenza, c’è stata una drastica riduzione del personale.
Sono tra coloro che stanno beneficiando della cassa integrazione, ma siccome ho famiglia è complicato tirare avanti. Mi hanno detto che posso chiedere un contributo aggiuntivo, in quanto padre di due figli. È così? Di che cosa si tratta?
Giulio L. - Per telefono da Napoli

Sulla base delle indicazioni fornite da Giulio non pare che sussistano le condizioni per chiedere contributi. A meno che non si sia genitori di figli a carico con disabilità riconosciuta non inferire al 60%.
In questo caso, si può ricevere ogni mese l’accredito di 150 euro per l’intera annualità o fino a 500 euro se i figli sono due. Il contributo non concorre alla formazione del reddito.
La domanda va presentata all’Inps attraverso il servizio on line “Contributo genitori con figli con disabilità”. Oppure attraverso il contact center al numero verde 803164 da rete fissa o al numero 06.164164 da rete mobile.

3. MULTA SE IL DIPENDENTE SBAGLIA: ECCO CHE COSA DICE IL CCNL

Lavoro presso uno studio notarile come impiegata di IV livello. Negli ultimi tempi, a causa del comportamento maldestro di alcune colleghe, sono stati commessi degli errori in seguito ai quali il notaio è stato chiamato a pagare delle multe, anche consistenti. Giustamente – e questo glielo riconosco – si è arrabbiato indistintamente con tutte noi, pretendendo maggiore attenzione. Nel contempo, però, ci ha chiesto di stipulare un’assicurazione perché, nell’eventualità di nuovi errori e di nuove multe, ciascuna di noi ne avrebbe risposto di persona.
Io non credo che si possa pretendere questo da noi dipendenti. Comunque, dalle parole si è passati rapidamente ai fatti. Lo scorso mese ci è stato pagato lo stipendio e a quella collega che aveva commesso gli errori sono stati trattenuti mille euro, cioè l’importo della multa.
La mia domanda è questa: può il datore di lavoro pretendere un risarcimento economico da una sua dipendente? Può scalare dei soldi dalla busta paga? Se anch’io mi dovessi trovare in una situazione simile come dovrei comportarmi?
M. M. - Per e-mail da Roma

Il rischio dell'attività ricade solo sul datore di lavoro e non certamente sui dipendenti, che altrimenti non sarebbero tali. Uno dei cardini del lavoro imprenditoriale è, infatti, l'assunzione del rischio commerciale a proprio carico. Uno studio notarile è un’attività professionale e non un’impresa commerciale, ma recenti innovazioni legislative stanno avvicinando sempre più il mondo dei professionisti a quello del commercio, anche per le regole dettate in materia.
Ad ogni modo il rischio resta sempre sul datore di lavoro, il quale – in caso di gravi mancanze dei dipendenti – può al più irrogare delle sanzioni disciplinari (rispettando quanto previsto nella Ccnl di riferimento), tra le quali rientra anche la possibilità di addebitare delle multe, ai sensi dell'art. 7 comma 4 della L. 300/1970 (Statuto dei lavoratori). L’importo relativo può essere trattenuto in busta paga ma lo stesso non rappresenta un risarcimento dei danni e viene devoluto agli enti previdenziali ed assistenziali.

4. DAL PICCOLO FURTO AL LICENZIAMENTO: È GIUSTO?

È vero che un dipendente, sorpreso a commettere un piccolo furto all’interno dell’azienda presso la quale lavora, può essere licenziato in tronco?
L. M. - Per fax da Roma

A mettere fine a interpretazioni spesso divergenti è intervenuta la Corte di Cassazione che ha stabilito – entrando nel merito della vicenda di un dipendente sorpreso a rubare un profumo del valore di pochi euro e per questo messo alla porta – che il licenziamento è nelle circostanze legittimo, in quanto non è rilevante il valore economico del bene quando il fatto in se stesso, che è tale da compromettere il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e lavoratore.
In sostanza – ha detto la Suprema Corte – il recesso per giusta causa adottato dall’azienda è fondato, rigettando con ciò le eccezioni presentate dalla difesa del dipendente nel tentativo di correggere l’analoga decisione contenuta nei precedenti gradi di giudizio.

5. TUTTI IN FERIE QUANDO L’UFFICIO CHIUDE: SI PUÒ FARE?

Ho un contratto come impiegata interinale. Il mio problema è che mi sono sempre state date le ferie in concomitanza con i periodi di chiusura dell’ufficio, sia durante il periodo natalizio sia d’estate. È corretto? Se l’azienda non è operativa come si fa a conteggiarmi quei giorni come ferie? Inoltre, io pratico sport a livello agonistico e ho bisogno di allenarmi quotidianamente. Un paio di volte l’anno devo assentarmi per partecipare ai campionati italiani di categoria. Finora ciò mi è stato possible sotto la voce “permesso non retributo”? Anche in questo caso domando: è corretta l’impostazione contrattuale del mio datore di lavoro?
F. L. - Per e-mail da Roma

In realtà è previsto dalle normative che le ferie possano essere fruite contemporaneamente dalla totalità dei lavoratori, implicando così la sospensione dell'attività produttiva (ferie collettive), oppure singolarmente dal lavoratore (ferie individuali). Quanto ai permessi per pratica sportiva, questi non sono previsti dal nostro ordinamento. E, quindi, non possono essere retribuiti.

6. CHE COS’È E A CHE COSA SERVE IL LIBRETTO DI NAVIGAZIONE

Questi sono le settimane in cui le navi da crociera vanno alla ricerca di personale. Attraverso internet ho trovato diverse compagnie già impegnate nelle selezioni. Tra i requisiti, spesso viene richiesto il libretto di navigazione. Che cos’è? E come fare per averlo?
Grazia Mauri - Per telefono da Roma

Il libretto di navigazione è una sorta di libretto di lavoro della gente di mare, senza il quale – in effetti – è impossibile svolgere qualsiasi tipo di mansione a bordo delle navi. Il documento viene rilasciato dalle capitanerie.
Per ottenerlo occorre superare un esame di idoneità fisica davanti al medico del porto autorizzato più vicino, essere in regola con la vaccinazione anti-tetanica ed essere stati riconosciuti abili nel nuoto e nella voga.
Queste prove si effettuano sempre presso le capitanerie (chi ha il brevetto di assistente bagnante o ha prestato servizio militare in marina è esente dal test). È, inoltre, obbligatorio avere frequentato un corso di sopravvivenza, antincendio e pronto soccorso. Si tratta di lezioni che hanno la durata di 15 giorni. Chi abita a Roma e dintorni può ottenere maggiori informazioni presso la capitaneria di porto di Civitavecchia.

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