Questa storia dell’occupazione che cresce o non cresce è diventata il terreno di confronto tra chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi lo vede mezzo vuoto. L’argomento è scivoloso perché entra in gioco un po’ di tutto, ma in particolare di mezzo c’è la valutazione sull’attività del governo. Vale a dire: se l’occupazione cresce il governo sta facendo bene, altrimenti…
Sul tema del lavoro non si dovrebbe scherzare e, soprattutto, non si dovrebbero combattere battaglie – diciamo così – ideologiche. Lo ha ricordato Papa Leone XIV che, nell’enciclica “Magnifica humanitas” non ha esitato a scrivere che, tra l’altro, la logica che domina è quella “dell’efficienza del profitto” il cui potere è concentrato “in poche mani”. Inoltre, le tecnologie emergenti potrebbero dare vita a “una nuova forma di Babele”.
Insomma, i progressi della tecnica legati alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale potrebbero creare una nuova ricchezza ma potrebbero anche favorire “trasformazioni a volte drammatiche”. È un potere che tende a “sfuggire al controllo pubblico” con il rischio di uno sviluppo distorto che può generare “nuove dipendenze, manipolazioni e disuguaglianze”.
Sullo sfondo c’è il grande tema della giustizia sociale e che nulla “può giustificare scelte che sacrificano sistematicamente l’occupazione”. La “libertà economica non è assoluta e va sempre misurata sulla dignità di ogni persona”. Il testo integrale dell’enciclica si può leggere sul sito: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html.
Balza evidente l’analisi profonda di Leone XIV sullo sviluppo del lavoro. Del resto – come abbiamo spesso sottolineato proprio in questa rubrica – ognuno può rendersi conto di come stiano andando le cose, senza lasciarsi travolgere dall’interpretazione di parte dei dati. Perché ormai è evidente che non basta più un impiego per vivere una vita dignitosa se poi con lo stipendio non si riesce ad arrivare alla fine del mese.
Eppure di lavoro povero poco si parla, anche se sono più di 6 milioni coloro che guadagnano meno di 1.000 euro al mese. Tra l’altro, il divario di reddito tra giovani e lavoratori più anziani è aumentato significativamente negli ultimi decenni. Ciò significa che per le nuove generazioni trovare un posto è ancora difficile (siamo penultimi in Europa per quanto riguarda gli under 30, dopo di noi solo la Bosnia).
Al problema abbiamo dedicato uno “Speciale” in 6 puntate he ha coinvolto le principali agenzie peri il lavoro (Manpower, Nhrg, Gi Group, Randstad, Openjobmetis, e-work). Sono emerse alcune considerazioni che chi di dovere farebbe bene a valutare con attenzione.
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