Giovedì, 04 Aprile 2019

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 7/2019

1) Chi fa le leggi perché non ce le fa capire?; 2) Se i centri per l’impiego stanno a guardare; 3) Quale l’Ateneo migliore per mio figlio?; 4) Ispezioni sul lavoro: una chimera…; 5) Ho vinto la causa ma non succede niente; 6) Compiti delle guardie di vigilanza

1) CHI FA LE LEGGI PERCHÉ NON CE LE FA CAPIRE?

D) Ho letto l’art. 4 del Decreto legge sul reddito di cittadinanza che “Lavoro Facile” ha pubblicato sullo scorso numero. Sono stato attratto dal titolo e, siccome il Rdc mi interessa, ho provato – come avete scritto – ad avere le idee più chiare.
Bene, qualcosa in più ho capito ma qualche dubbio mi è rimasto. Quello che però mi ha fatto girare le scatole è il linguaggio usato. Chi scrive i testi perché non pensa a chi sono destinati? Perché costringere a scorrere più volte una frase? Perché si deve ricorrere al vocabolario per comprendere una parola?
L’italiano può essere semplice e chiaro oppure difficile e oscuro. Non tutti hanno una laurea in lettere e filosofia ma tutti hanno diritto a capire le leggi, in particolare questa che riguarda chi non se la passa benissimo e che deve potersi rendere conto di cose che lo riguardano da vicino senza uissare alla porta di avvocati o commercialisti.
Lino Cesaroni - Per telefono da Roma

R) L’Italia è il Paese europeo che, in assoluto, ha il numero maggiore di avvocati ed è anche tra i più litigiosi. Le cause vanno avanti per anni e anni e ai rappresentanti legali il lavoro non manca. Da qualche parte c’è sempre un codicillo che ne cancella un altro, e i margini di interpretazione sono all’ordine del giorno.
Sì, è vero, l’art. 4 del Decreto legge al quale il lettore fa riferimento contiene passaggi di puro burocratese. Però c’è di peggio. Per esempio, tanti bandi di concorso sembrano un inno all’incomprensione.
Neile redazioni dei quotidiani di una volta, quando i social non erano ancora apparsi all’orizzonte, i direttori raccomandavano ai redattori di scrivere tenendo presente le persone che all’indomani sarebbero andate in edicola a comprarli, e non l’amico con un paio di lauree o il professore vicino di casa.
Se non riesci a farti capire da tutti, non sei un bravo giornalista. A meno che il tuo ambito non siano gli altri giornalisti e il mondo che gira loro attorno.
I social hanno imposto altre regole e altre priorità e l’aderenza ai fatti e alla realtà spesso c’entra poco o nulla. E l’obbligo della chiarezza è ancora più importante. Altrimenti tra burocrati alla scrivania e fake news che invadono ogni dove c’è da perderci la testa. E la ragione.

2) SE I CENTRI PER L’IMPIEGO STANNO A GUARDARE

D) I Centri per l’impiego quando riusciranno a mettersi al passo con i tempi e con i nuovi impegni previsti dal reddito di cittadinanza? L’altro giorno mi sono recato presso quello di competenza e nulla è cambiato rispetto a qualche mese fa: molta cortesia ma poco arrosto, nel senso che mi hanno ascoltato, mi hanno dato qualche consiglio ma mi hanno anche avvertito che, in attesa dei rinforzi promessi e della ristrutturazione annunciata di tutti gli uffici, possono fare ben poco.
E allora? Che cosa si sta aspettando? Ho chiesto il Rdc ma ciò che mi interessa è trovare un lavoro al più presto…
Luisella G. - Per e-mail da Rieti

R) Lo abbiamo scritto più volte su “Lavoro Facile” e quasi tutti gli addetti ai lavori lo hanno ribadito prima e dopo: o i Centri per l’impiego si danno una mossa o l’intera impalcatura del reddito di cittadinanza rischia di diventare soltanto assistenzialismo.
Che, intendiamoci, va bene per chi sta attraversando una fase di forte difficoltà, però non è la finalità che sta alla base del Rdc. Del resto ai beneficiari del reddito devono essere presentate 3 offerte di impiego nel corso dei 18 mesi di durata del provvedimento.
Ci si sta muovendo ma non con la rapidità necessaria: 3.000 navigator stanno per essere scelti e assunti a tempo determinato, ma sono una goccia nel mare delle cose da fare, se è vero – come è vero – che complessivamente sono 10.000 le persone che devono essere chiamate per pilotare la rivoluzione dall’interno dei Cpi.
Nel dicembre dello scorso anno, Milena Gabanelli e Rita Querzè scrivevano sul “Corriere della Sera” che “il governo ha appena dichiarato che per mandare a regime i Centri per l’impiego bastano 3 mesi. Solo per mettere in piedi una effettiva collaborazione tra i diversi attori coinvolti, dalle Regioni all’Anpal, partendo subito, servono almeno un paio d’anni. A meno che i navigator annunciati dal ministro facciano miracoli”.
I 3 mesi sono appena scaduti, i navigator stanno per imboccare l’ultima curva ma non si sa se troveranno il traguardo. E la svolta tecnologica dei Cpi – decisiva per il loro funzionamento – è ancora in qualche cassetto.
Sperare nel miracolo? Okay. Altrimenti i 2 anni ipotizzati da Gabanelli-Querzè potrebbero materializzarsi e diventare un incubo.

3) QUALE L’ATENEO MIGLIORE PER MIO FIGLIO?

D) Mio figlio sta per terminare il liceo e intende iscriversi all’università. Recentemente è stata pubblicata la classifica dei migliori atenei. Mio figlio pensa a ingegneria e mi pare che la Sapienza possa andare bene in quanto questa disciplina vi viene insegnata con molta efficacia.
Il mio dubbio è: va bene la scelta di ingegneria o, pensando al lavoro, è meglio guardare altrove?
Roberta G. - Per e-mail da Roma

R) Un po’ a sorpresa il Qs World University Rankings 2019, vale a dire l’istituto che ogni anno elabora la classifica mondiale per facoltà-disciplina, ha rivalutato molti atenei del nostro Paese, tanto che nella top ten siamo quarti dopo Regno Unito, Germania e Francia per numero di università prese in considerazione.
Nel dettaglio, la Sapienza di Roma è prima per studi classici e storia antica, a Milano la Bocconi per business e management e il Politecnico per arte e design, ingegneria civile e strutturale e ingegneria meccanica, il Politecnico di Torino per ingegneria mineraria, Roma Tre per fisica e astronomia, l’università di Padova per anatomia e fisiologia, l’università degli Studi di Milano per anatomia e fisiologia, l’università di Bologna per lingue moderne, scienze forestali e odontoiatria. Alla luce di tutto ciò, quindi, la Sapienza ha altre eccellenze rispetto a ingegneria.
A livello mondiale al primo posto c’è l’americana Harvard, al secondo il Mit, al terzo e quarto le britanniche Oxford e Uci.
Per leggere il testo integrale del rapporto clicca qui.
Quali le lauree più efficaci nei confronti dell’occupazione? Secondo AlmaLaurea quella più gettonata è ingegneria seguita dalle discipline medico/sanitarie e economiche/statistiche. Le meno ricercate sono le lauree letterarie, geo-biologiche e giuridiche.

4) ISPEZIONI SUL LAVORO: UNA CHIMERA…

D) In Italia si fanno le ciambelle ma spesso ci si dimentica del buco: insomma si fanno ciambelle che non sono ciambelle. A parte gli scherzi, su “Repubblica” del 24 marzo un articolo firmato da Marco Ruffolo mi ha fatto saltare sulla sedia perché, a proposto degli ispettori del lavoro che devono verificare le eventuali irregolarità, ho appreso che “ogni azienda italiana con dipendenti ha oggi la probabilità di essere controllata una volta ogni undici anni e mezzo”. E che, per passare al reddito di cittadinanza, i “furbetti dalla card” hanno la quasi assoluta certezza di farla franca per le stesse ragioni: non c’è abbastanza personale per scoprire chi sta bluffando.
R. M. - Per a-mail da Roma

R) È proprio così. Nel 2021 ci saranno 1.000 assunzioni che potrebbero rendere meno pesante la situazione ma per risolvere il problema ci vorrebbe ben altro.

5) HO VINTO LA CAUSA MA NON SUCCEDE NIENTE

D) Quali sono i tempi per l’esecuzione della sentenza di una causa iniziata circa 3 anni fa e finita con esito positivo a mio favore? Dico questo perché dopo più di 5 mesi non è accaduto nulla di nulla. L’avvocato mi dice che è una cosa normale.
E. A. - Per e-mail da Roma

R) Risponde l’avv. Valerio Antimo Di Rosa. L'attuazione di un titolo esecutivo, ossia l’effettiva soddisfazione per il creditore di quanto stabilito in una sentenza di condanna – o altro provvedimento – pronunciata dall'autorità giudiziaria, non è mai certa, nè si può avere la sicurezza sui tempi e sui modi dell'adempimento da parte del debitore, che potrebbe essere, ad esempio, irreperibile o comunque insolvente e quindi incapace di fare fronte alle obbligazioni.
Quello che può fare il creditore, vincitore nella lite giudiziaria, è avanzare istanze esecutive (sulla base del titolo esecutivo quale, appunto, una condanna) come il pignoramento di beni, anche presso terzi, al fine di ottenere la giusta soddisfazione del credito.

6) COMPITI DELLE GUARDIE DI VIGILANZA

D) Possono le guardie di vigilanza svolgere compiti diversi da quelli classici della mansione come, per esempio, controllare il comportamento dei dipendenti?
M. T. - Per telefono da Roma

R) No, non possono. Il datore di lavoro può utilizzare le guardie giurate soltanto per scopi di salvaguardia e tutela del patrimonio aziendale.
Le guardie giurate non possono, quindi, interessarsi del comportamento dei lavoratori, non possono entrare (tranne casi eccezionali) nei luoghi dove si svolge l’attività produttiva, e non possono contestare ai dipendenti atti o fatti diversi da quelli direttamente connessi alla tutela dei beni aziendali.
Tra l’altro, proprio per evitare incomprensioni, è previsto che l’impresa debba informare preventivamente i lavoratori dell’esistenza di personale specificatamente addetto alla vigilanza, indicandone i nomi e le mansioni.

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