Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Il reddito di cittadinanza (780 euro al mese) diventerà adesso legge? a) Sì; b) No; c) Lo spero”. Il Sondaggione si è svolto tra il 9 marzo e il 5 aprile. I risultati sono pubblicati sul n. 8/2018 della rivista online LAVORO FACILE, per conoscerli clicca qui. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Per rilanciare il lavoro quale formula di governo può essere più adatta? a) M5S-Lega; b) M5S-Pd; c) M5S-Forza Italia; d) M5S-Lega-Forza Italia-Fdi; e) M5S-Lega-Forza Italia-Fdi-Pd-Leu; f) Lega-Forza Italia-Pd; e) Altre: f) Nessuna”. Per rispondere c'è tempo fino al 3 maggio. I risultati di questo sondaggio con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul n. 9 del 18 maggio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Sì, vorrei che diventasse legge.
339.5772XXX

Spero e mi auguro di sì perché, di questi tempi, in parecchi ne abbiamo bisogno.
377.9475XXX

Non si può scherzare con le attese della gente. Il reddito di cittadinanza ha animato la campagna elettorale e chi l’ha promesso adesso non può tirarsi indietro.
348.4328XXX

Se non lavori 780 euro al mese fanno comodo. Spero che il reddito di cittadinanza possa diventare legge ma temo che sarà difficile.
320.8745XXX

Ho visto lo speciale che “Lavoro Facile” ha dedicato al reddito di cittadinanza e ho appreso che verrebbe a costare allo Stato da 16-17 miliardi di euro in su. Ho letto anche come il M5S pensa di trovare le risorse necessarie. A me sembra tutto molto complicato.
Carlo P. - Per e-mail da Roma

Se c’è la volontà politica il reddito di cittadinanza può diventare una bella realtà.
366.1538XXX

Confesso che non ci sto capendo niente. Se ne è parlato molto prima delle elezioni mentre adesso il progetto pare passato in secondo piano. È vero che prima bisogna fare il governo ma chi ha proposto il reddito di cittadinanza farebbe bene a confermare che non ci saranno ripensamenti.
Marino Cerri - Per telefono da Roma

Lo spero. Finché il lavoro non tornerà ad essere alla portata di mano di tutti un sostegno a chi si trova in difficoltà è doveroso.
339.7581XXX

Ho letto che per una famiglia di quattro persone il reddito di cittadinanza può arrivare a quasi 2.000 euro al mese. Ma chi ci crede?
347.4529XXX

A guardare ciò che sta accadendo dopo le elezioni credo che ci sia poco da essere ottimisti.
340.5428XXX

Voglio crederci e voto “sì”.
338.8485XXX

Quelli del M5S sono gli unici che mi sembrano più sensibili a capire le difficoltà in cui vivono tantissimi italiani. Il reddito di cittadinanza può certamente essere una risposta. Sono però curioso di capire come faranno a quadrare i conti.
Marcello S. - Per e-mail da Civitavecchia

Che si sbrighino a fare il governo e che trasformino subito in legge la proposta sul reddito di cittadinanza.
334.6325XXX

Un conto è fare promesse e un conto è realizzarle. Questa è la politica in Italia. Non credo che il M5S ce la farà a portare a casa il reddito di cittadinanza così come ce lo hanno messo sotto gli occhi.
Gianna Simeone - Per e-mail da Roma

Non ci credo.
338.6826XXX

Lo spero ma non sarà semplice.
392.3647XXX

Quest’Italia spaccata in due (il Nord più sensibile alla riduzione delle tasse, il Sud al reddito di cittadinanza) non mi piace. Solo un governo forte e con le idee chiare potrebbe riuscire a fare una sintesi valida per tutto il Paese. Speriamo bene ma sarà dura.
Alberto B. - Per telefono da Latina

Promettere non costa nulla. Realizzare le promesse è un altro paio di maniche. Sono curioso di vedere come andrà a finire.
335.6479XXX

Sono sempre di più le persone che si trovano sotto la soglia di povertà. Per loro si deve fare qualcosa, e subito. Reddito di cittadinanza o meno.
Stefano Bruni - Per e-mail da Roma

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Giovedì, 22 Marzo 2018 16:15

Sondaggione. Dopo le urne che cosa succede?

Le elezioni, le novità e il lavoro. L’attesa è tanta ma in pochi adesso si sbilanciano.

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Elezioni e nuovo governo avranno comunque un effetto positivo sul lavoro? a) Sì; b) No; c) Non cambierà niente”. Il Sondaggione si è svolto tra il 9 febbraio e l’8 marzo. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Il reddito di cittadinanza (780 euro al mese) diventerà adesso legge? a) Sì; b) No; c) Lo spero”. Per rispondere c'è tempo fino al 5 aprile. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 20 aprile.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Lo spero veramente. Noi giovani abbiamo bisogno di un lavoro per crearci un futuro. Così nella disoccupazione e nella precarietà siamo solo sfruttati dalle aziende che promettono contratti a tempo indeterminato solo per tenerci finché gli fa comodo e poi… tutti utili nessuno indispensabile!
327.4970XXX

Durante la campagna elettorale era d’obbligo parlare di lavoro e del lavoro. Qualche impegno è stato preso. Vediamo adesso che cosa succede. Non sono ottimista.
388.5491XXX

Dipende dal nuovo governo. Passare dalle promesse ai fatti non è semplice. Con questa disoccupazione il Paese rischia di affondare.
347.3428XXX

Senza un’autentica svolta in economia c’è poco da stare allegri.
Cesare Mari - Per e-mai la Roma

Se si riuscisse a formare un governo con una buona maggioranza in Parlamento forse il tema dell’occupazione potrebbe risentirne positivamente.
348.2958XXX

Il clima non mi sembra positivo perché le elezioni non hanno determinato una maggioranza. Inoltre la guerra dei dazi annunciata dal presidente americano potrebbe pesare come un macigno sulla nostra fragile ripresa. Speriamo bene…
Gianni Roberti - Per telefono da Roma

Le elezioni non hanno risolto il problema della governabilità. E senza un esecutivo forte c’è poco da fare.
388.6395XXX

C’è da sperare che i flebili segnali di ripresa possano irrobustirsi. L’atmosfera, però, non mi pare delle migliori.
347.55537XXX

Aspettiamo con fiducia. Qualsiasi giudizio è oggi prematuro.
349.6433XXX

Sono ottimista per una semplice ragione: peggio di così non è possibile.
335.5436XXX

Guidare l’economia in un mondo globalizzato non è un scherzo. L’Italia, con il suo forte debito, deve stare attenta a non sbagliare le strategie.
337.8541XXX

A chi è disoccupato occorre dare delle risposte immediate. I risultati delle elezioni hanno detto che la gente è stanca delle promesse. Se non si prenderanno delle misure capaci di mettere quattrini nelle tasche degli italiani si andrà incontro a tempi anche drammatici sul piano sociale.
Claudia Mirabelli - Per e-mail da Roma

Sì, credo che la situazione cambierà in meglio.
366.5367XXX

L’Italia uscita dalle urne non è più quella di prima. Mi sta bene. Però adesso voglio vedere dei risultati: più lavoro e più serietà.
Nedo Borelli - Per e-mail da Latina

La scossa c’è stata. Devo ancora capire se è stato un bene o un male.
334.7934XXX

Onestamente non riesco a farmi un’opinione. La speranza è che il cambio di classe dirigente possa dare una sveglia all’Italia e al lavoro.
Luciano Marcelli - Per e-mail da Roma

Non cambierà niente.
333.3528XXX

Dipende. Se chi entrerà nelle stanze dei bottoni saprà manovrare con competenza e avrà le idee chiare allora…
389.7544XXX

Boh, le elezioni ci sono state, il nuovo governo è ancora in alto mare e chi è senza lavoro continua ad esserlo. Non è un bel panorama.
Vito Corsetti - Per e-mail da Ladispoli

Dopo le elezioni il lavoro è sparito dai radar. Se ne è parlato pochissimo prima e niente adesso. Meno male che ci sono alcune grandi aziende che continuano a cercare personale…
Flavio Morini - Per e-mail da Roma

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Il 2018 sarà migliore del 2017? Molto dipende dal nuovo governo. Ma intanto gli scettici prevalgono sugli ottimisti.

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “I segnali di ripresa ci sono ma il 2018 per il lavoro sarà migliore del 2017? a) Sì; b) No; c) La ripresa è troppo debole”. Il Sondaggione si è svolto tra il 1° dicembre e l’11 gennaio. Attualmente, sullo stesso sito (http://www.lavorofacile.info/) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Sono sempre di più i contratti a termine: come li giudicate? a) Un’opportunità; b) Meglio di niente; c) Le aziende ne abusano; d) Dovrebbero essere regolati meglio”. Per rispondere c'è tempo fino all’8 febbraio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 23 febbraio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

I segnali di ripresa devono tradursi urgentemente in atti più concreti sul versante dell’occupazione.

333.7642XXX

C’è da sperare che ciò che di positivo si è verificato nel 2017 continuerà anche nel 2018. Con una variante non da poco: meno posti a tempo determinato e più posti a tempo indeterminato.

Cesare Restivo - Per e-mail da Roma

No, e la ripresa vale solo per i politici.

328.7141XXX

Tra gli eventi imponderabili metterei anche le elezioni. Non sarà indifferente, ai fini del lavoro, questo o quel governo.

328.2548XXX

No.

380.1556XXX

Il 2018 potrà essere migliore se la ripresa economica andrà avanti. Altrimenti si rischia di tornare ai tempi bui.

335.8418XXX

Speriamo.

333.1204XXX

La ripresa è ancora troppo debole.

346.8546XXX

Non credo che la situazione possa migliorare in particolare per gli over 40-50. Con tutta l'esperienza che uno può avere sarà sempre molto difficile trovare un lavoro serio e soprattutto con un contratto regolare. Non credo che le cose miglioreranno in futuro. Però, come si dice, "la speranza è l'ultima a morire" (naturalmente tralasciamo la fine…).

333.4749XXX

Finché saremo nell'euro, non vedo motivi per essere ottimista.

320.3032XXX

Ci vuole una nuova riforma sul lavoro in grado di: 1) aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro; 2) creare più opportunità.

340.5043XXX

Sono tanti gli incentivi all’occupazione e questo dovrebbe favorire i nuovi contratti. Resta da vedere come si muoveranno le imprese.

338.4361XXX

Si vedrà dopo le elezioni, sperando che il vincitore si dia una svegliata. Per conto mio spero che vinca il Cavaliere Berlusconi perché ha capito che il problema sono le tasse alte.

329.4067XXX

I segnali di ripresa io non li ho visti nel 2017. Quindi spero in questo 2018. Però si dovrebbe aiutare la fascia intermedia, quella dai 40 in su, che viene sempre penalizzata. Le agevolazioni, infatti, riguardano solo i giovani ok, ma gli altri?

347.5448XXX

No.

338.2823XXX

La speranza è sempre l’ultima a morire.

349.6438XXX

Vedo che accanto a importanti programmi di ricerca del personale ci sono aziende che chiudono i battenti e portano la produzione all’estero. Credo che ridurre il costo del lavoro gioverebbe molto a rilanciare l’occupazione e a frenare le delocalizzazioni.

Marco Giordano - Per e-mail da Roma

Ero pessimista e continuo ad esserlo.

338.2659XXX

Bisogna continuare a costruire e non lasciarsi prendere dalla tentazione di abbattere tutto e tutti. Con le regole della globalizzazione non si può scherzare. Magari vanno gestite meglio e corrette dove è possibile. Ma non si può fare finta che non esistano. Questo per dire che molto dipende dagli indirizzi di politica economica del governo.

Corrado Bellucci - Per e-mail da Roma

Non siamo messi bene e non si può che fare meglio. Almeno lo spero.

Cinzia Restivo - Per e-mail da Firenze

Basta un soffio per spazzare via i tanti contratti a tempo determinato. Le imprese continueranno a farli perché così possono “giocare” con il personale come meglio credono. Non vedo una seria politica industriale in grado di imporre una svolta positiva all’occupazione.

Roberto Motta - Per e-mail da Roma

Molto dipenderà dal nuovo governo.

338.4659XXX

Ci siamo dimenticati di come era ridotta l’Italia appena pochi anni fa? Forse si poteva e doveva fare di più ma adesso occorre avere la costanza di continuare sulla strada tracciata.

Rita Novelli - Per e-mail da Frosinone

La disoccupazione giovanile è ancora a livelli indecenti.

335.7581XXX

Il 2018 sarà migliore del 2017.

345.8927XXX

La nostra economia è ancora in convalescenza. Se non andrà incontro a rovinose ricadute allora si potrà essere moderatamente ottimisti.

Alessandro Sardo - Per e-mail da Roma

Per me il 2018 andrà meglio del 2017 se riuscirò finalmente a trovare un lavoro.
339.1425XXX
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Le misure del governo e il lavoro. Sull’occupazione resta forte lo scetticismo anche se…

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Le misure contenute nella Legge di Bilancio favoriscono il lavoro?" a) Sì; b) No; c) Non le conosco”. Il Sondaggione si è svolto tra il 3 novembre e il 30 novembre.

Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “I segnali di ripresa ci sono ma il 2018 per il lavoro sarà migliore del 2017? a) Sì; b) No; c) La ripresa è troppo debole”. Per rispondere c'è tempo fino all’11 gennaio.
I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 26 gennaio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Al momento non me la sento di esprimere un giudizio anche perché non sono ancora riuscito a farmi un’idea.
335.1453XXX

Per i giovani c’è un occhio di riguardo ma non credo che si sia alla vigilia di una svolta. Si poteva fare di più.
320.0455XXX

Tra norme cancellate e norme inserite all’ultimo momento non ci si capisce granché.
339.5328XXX

Forse c’è chi è in grado di interpretare la Legge di Bilancio meglio di me. Personalmente non sono in grado di orientarmi.
338.6873XXX

Bonus di qui, bonus di là… meglio di niente ma per il lavoro ci vuole ben altro.
338.4328XXX

Dicono che la disoccupazione stia progressivamente riducendosi. A me, guardando in giro, non sembra…
349.6281XXX

L’economia manda segnali di ripresa e pure il lavoro pare risvegliarsi. Meglio così, però tutto si muove lentamente. Nella Legge di Bilancio non vedo miracoli. Del resto, con quel debito che ci trasciniamo dietro c’è poco da fare. Anzi, di cose da fare ce ne sarebbero parecchie ma ci vorrebbe un governo con le idee chiare e una maggioranza coesa e stabile.
Cesare R. - Per e-mail da Roma

Non è con questa Legge di Bilancio che si risolve il problema del lavoro.
334.8927XXX

Mi pare che più di prima ci sia la volontà di mettere mano seriamente al problema del lavoro. Ma le risorse di cui il Paese dispone sono all’osso. Ci vorrebbero grandi investimenti pubblici e la capacità di tagliare – finalmente e una volta per tutte – gli sprechi. C’è da sperare che il prossimo governo possa fare ciò che finora non è stato fatto.
Stefano Lisi - Per e-mail da Roma

Nei limiti della situazione generale mi pare che la Legge di Bilancio abbia tenuto nel giusto conto il tema del lavoro.
329.5547XXX

Agevolazioni alle imprese per l’occupazione giovanile, qualche ritocco al costo del lavoro, vari altri incentivi: nella Legge di Bilancio qualche sforzo per favorire il lavoro è stato fatto. Ma bisognerebbe fare molto di più.
Laura Comi - Per e-mail da Viterbo

Gli incentivi all’occupazione previsti dalla Legge di Bilancio riguardano essenzialmente i giovani. Mi va pure bene, visto che i nostri ragazzi non riescono a risolvere il problema del lavoro. Però ai quarantenni-cinquantenni che hanno perso l’impiego chi ci pensa?
Carlo Moretti - Per e-mail da Roma

La Legge di Bilancio riflette lo stato dell’Italia che non si è ancora ripresa dalla grande crisi. Certo, si può fare di più e meglio ma non me la sento di buttare a mare il percorso seguito negli ultimi anni.
Massimo S. - Per e-mail da Frosinone

La Legge di Bilancio? Alzi la mano chi ci ha capito qualcosa.
348.0766XXX

Le buone intenzioni ci sono. Resta da vedere se si riuscirà a metterle in pratica.
338.5329XXX

Questi incentivi all’occupazione dovrebbero essere più stringenti e mirati altrimenti si risolvono soltanto in un beneficio per le imprese che assumono quando il personale costa di meno e poi ne fanno a meno quando gli sgravi fiscali non ci sono più. È già accaduto e continuerà ad accadere.
Riccardo Masina - Per e-mail da Roma

Sono ottimista e dico sì.
335.5431XXX

È una domanda alla quale possono rispondere solo gli esperti. Io ho letto qua e là qualcosa sui giornali ma non sono riuscito a farmi un’idea.
345.4375XXX

Gli incentivi ci sono. Basteranno a rilanciare l’occupazione?
333.4284XXX

Un Paese in affanno, una Legge di Bilancio che ne risente pesantemente, qualche barlume di buon senso. Non siamo ancora fuori dalla crisi.
347.4659XXX

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Il sistema è all’altezza dei bisogni? Tra formazione e occupazione un ponte da rafforzare.

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Il sistema formativo risponde alle esigenze del mondo del lavoro? a) Sì; b) In parte; c) No”. Il Sondaggione si è svolto tra il 6 ottobre e il 2 novembre.
Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Le misure contenute nella Legge di Bilancio favoriscono il lavoro? a) Sì; b) No; c) Non le conosco”. Per rispondere c'è tempo fino al 30 novembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 15 dicembre.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Se per sistema formativo si intende la scuola e gli ulteriori gradi di istruzione, la mia risposta è no! Pratica e teoria non viaggiano sullo stesso piano, ma questo lo sapevamo: così al termine del percorso di studi non solo non trovi porte aperte attinenti alla tua preparazione e devi ripiegare sulla qualunque, ma a volte la tua "cultura" è vista come minaccia. Per non parlare della differenza qualitativa tra scuole pubbliche e private: se vai alla Luiss Guido Carlo non sprecheresti il tuo tempo a rispondere a “Lavoro Facile” perché di impieghi ne hai trovati già 4 o 5.

Tel. 328.0913XXX

Abbastanza.

Tel. 347.6090XXX

No, per niente. Il tutto mi lascia molto perplesso.

Tel. 328.0952XXX

Sì è no. In certi casi non serve a niente.

Tel. 334.7360XXX

Sì perché abbraccia più categorie lavorative.

Tel. 347.1963XXX

La scuola pubblica è tra le poche cose che ancora reggono nel nostro Paese, nonostante i pochi soldi e le tante riforme che non hanno fatto altro che accrescere confusione e sconcerto.

Marta Corsetti - Per e-mail da Roma

A me non sembra che la scuola, in generale, sia in grado di preparare i giovani alle esigenze del mondo del lavoro. Qualche passo in avanti è stato fatto ma molto resta da fare.

339.8547XXX

La domanda dl Sondaggione è di fondamentale importanza. La mia risposta è che il sistema formativo non è in linea con le esigenze del mondo del lavoro.

347.4362XXX

Se molte aziende – come si legge – faticano a trovare il personale specializzato di cui hanno bisogno la responsabilità è prima di tutto della scuola.

348.4366XXX

La scuola dovrebbe e potrebbe fare di più. Ma sono convinto che tanti ragazzi vengono lasciati soli quando è il momento di decidere l’indirizzo da intraprendere. In Italia l’orientamento è una pratica quasi sconosciuta.

Carlo F. - Per e-mail da Cerveteri

In Germania la formazione mirata sul lavoro fa da anni parte de sistema scolastico e le cose funzionano piuttosto bene. Perché non proviamo a copiare?

366.1242XXX

Non me la sento di puntare l’indice sulla scuola. Molti ragazzi usciti dalle nostre università sono riusciti a fare carriera. Ma all’estero. Segno che è il mondo del lavoro che non è pronto ad accogliere queste professionalità.

Maria Teresa Fabiani - Per telefono da Roma

In linea di massima la mia risposta è sì.

335.6739XXX

Se il sistema non funziona sono responsabili allo stesso modo sia la scuola sia il mondo del lavoro. Senza una stretta collaborazione non si va da nessuna parte.

339.7681XXX

Si potrebbe fare di più e meglio.

388.4368XXX

Rispetto al passato si sono fatti progressi. Per esempio, gli istituti tecnici superiori ad alta specializzazione tecnologica funzionano bene.

335.3644XXX

Ci sono facoltà che per quanto riguarda il lavoro equivalgono ad un binario morto. Eppure le iscrizioni non diminuiscono. Ci vorrebbe un’informazione più attenta in grado di orientare meglio le scelte dei giovani.

Luisa Maselli – Per e-mail da Roma

La scuola e le imprese devono dialogare di più.

347.3657XXX

Due anni fa con l’alternanza scuola-lavoro si è cercato di correre ai ripari. Non tutto sta funzionando secondo le attese ma è la direzione giusta.

348.2543XXX

Ci sono scuole e scuole e imprese e imprese. Voglio dire che ci sono istituti che prestano più attenzione verso il mondo del lavoro e aziende più sensibili al rapporto con i giovani. Però sono convinto che ci siano ancora sacche di incomunicabilità.

Mariella Cantoni - Per e-mail da Roma

La formazione è la carta vincente, e più è legata all’evoluzione del mondo del lavoro e meglio è. In questo l’Italia, in Europa, non è proprio ai primi posti.

347.3259XXX

Anche molte imprese non sono all’altezza di un mondo che cambia sempre più rapidamente.

338.7436XXX

Non sarebbe male se la scuola si avvicinasse di più al mondo del lavoro.

335.4329XXX

Chi forma i formatori? Scusate il gioco di parole, ma la scuola ha bisogno di personale capace di interpretare ciò che accade fuori delle aule.

337.8582XXX

Per leggere la versione pubblicata sul n. 21/2017 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui.
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GLI ACQUISTI MAI NEI GIORNI FESTIVI

Forte maggioranza favorevole allo stop. Ma c’è chi…

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Centri commerciali aperti durante le festività. È giusto? Hanno risposto No (76%); Sì (20%); Ma il personale non può essere obbligato (4%).

Il Sondaggione si è svolto tra il 21 aprile e il 18 maggio.

Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Del caso Spalletti-Totti si è parlato a lungo: chi è che ha ragione? a) Spalletti; b) Totti; c) Nessuno dei due; d) Un caso montato dai media; e) C’è ben altro a cui pensare". Per rispondere c'è tempo fino al prossimo 15 giugno.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Lavoro da sei anni nei centri commerciali. Per noi le festività sono rimaste praticamente quattro nel corso di tutto l'anno.

346.6044XXX

Sono una commessa da anni e credo che sia ingiusto lavorare tutti i giorni e per tutto l’anno. Almeno nei giorni festivi le aziende dovrebbero pagare di più.

393.4415XXX

Nelle festività più importanti i centri commerciali dovrebbero restare chiusi per dare modo a chi ci lavora di stare in famiglia e/o di dedicarsi a se stessi. Non si può sacrificare tutto in nome del dio denaro. Bisogna avere rispetto della vita umana, della persona, dei tempi e degli spazi di ogni individuo. Inoltre, dare a chi lavora il giusto compenso con contratti e stipendi regolari e non costringere all’impegno 7 giorni su 7 per 24 ore al giorno sfruttando e sottopagando.

328.6468XXX

Credo che sia giusto che i centri commerciali restino aperti anche nei giorni festivi perché alle persone potrebbe servire qualcosa da comprare, cosa che magari non possono fare durante la settimana… E poi ci si lamenta che non si trova lavoro. Ma quello nei centri commerciali non è lavoro? Perché allora non chiudere anche le caserme, gli ospedali e quant’altro?

380.1556XXX

Deve essere lasciato ai dipendenti decidere se vogliono lavorare anche nei giorni festivi sapendo che tali giornate verranno poi debitamente valutate in busta paga. In sostanza ogni persona deve essere libera di rispondere sì o no.

320.4152XXX

Esistono anche i turni… più turni, più lavoro e meno stress. Non si può lavorare in un centro commerciale per più di 12 ore: è assurdo!

392.5242XXX

Se me lo avessero chiesto al momento dei numerosi colloqui che ho fatto forse avrei accettato. Ma non mi ha voluto nessuno e così mi sono inventato un lavoro: sto creando un network di servizi e sono diventato un imprenditore individuale. Se voglio mangiare non posso badare molto alle feste e sono pronto a darmi da fare non appena la gente ha bisogno di me.

331.3011XXX

Sono favorevole all'apertura dei centri commerciali durante le festività. Del resto già molti supermercati lo fanno e anche 24 ore su 24. A beneficiarne potrebbero essere i giovani che non hanno opportunità di lavoro.

320.0507XXX

Io che sono alla ricerca di un posto non avrei difficoltà – se me lo offrissero – a lavorare anche di domenica.

338.5488XXX

In molti lavorano anche di domenica. I contratti lo prevedono e non ci sono problemi. Perché non dovrebbe essere così anche per i centri commerciali?

335.5438XXX

Prima di dire sì o no bisognerebbe saperne di più. Per esempio: lo stipendio viene maggiorato oppure c’è uno scambio con un giorno feriale, il che, ovviamente, non è la stessa cosa. Parlo con cognizione di causa in quanto lavoro in un centro commerciale e non possono tirarmi indietro: per me la domenica è come una normale giornata lavorativa. Non sempre mi va ma è così.

Marco G. - Per e-mail da Roma

Se il lavoro domenicale non viene imposto non ci vedo niente in contrario.

348.3792XXX

Faccio la commessa in un negozio di abbigliamento di un centro commerciale. Vi assicuro che è impossibile non lavorare nei giorni festivi se non vuoi metterti in cattiva luce e rischiare anche di perdere il posto…

Cinzia - Per e-mail da Roma

Un conto sono le domeniche e un altro le feste principali come Pasqua, Natale, Capodanno… Nel primo caso l’apertura mi sta bene, nel secondo no.

349.6428XXX

I centri commerciali sono ormai diventati anche un punto di aggregazione e tenerli aperti anche di domenica non è sbagliato. Ma a chi ci lavora deve essere riconosciuta un’indennità in busta paga.

Carla Bussi - Per e-mail da Milano

Possibile che non si possa fare a meno dei centri commerciali nei giorni festivi? Io sono favorevole alla chiusura.

335.7658XXX

I pochi giorni festivi che sono rimasti sono una delle rarissime possibilità per stare tutti insieme in famiglia. Ve lo dice uno che lavora in un supermercato che si trova all’interno di un un centro commerciale e che nei giorni di Pasquetta, Santo Stefano e 1° Maggio è stato chiamato in servizio. E, vi assicuro, che non era il caso di rifiutare…

Michele T. - Per e–mail da Viterbo

Sono favorevole alla chiusura.

338.7327XXX

Se chi lavora di domenica e nei festivi viene regolarmente pagato come da contratto non ci vedo niente di male.

349.5485XXX

Tenere aperti i centri commerciali anche nei festivi significa sfruttare chi ci lavora: a quello che so non ci si può rifiutare e si viene compensati con quattro soldi.

0773.6482XXX

Chiusi o aperti? Dipende dai contratti: se lo prevedono, perché no? Poi però i contratti vanno applicati fino in fondo, comprese le maggiorazioni in busta paga.

366.1538XXX

Nei festivi i centri commerciali devono essere chiusi. Punto e basta.
337.8649XXX
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Il nuovo stadio? I Sì battono i No. Una vittoria sul filo di lana. Molti i pareri contrari.

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Lo stadio della Roma a Tor di Valle deve essere fatto? a) Sì; b) No; c) Ma il progetto va rivisto". Il Sondaggione si è svolto dal 24 febbraio al 20 aprile.

Attualmente, sullo stesso sito (http://www.lavorofacile.info/) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Centri commerciali aperti anche durante le festività più importanti. È giusto? a) Sì; b) No; c) Ma il personale non può essere obbligato". Per rispondere c'è tempo fino al prossimo 18 maggio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Per leggere i risultati con i commenti più interessanti pervenuti alla nostra redazione pubblicati sul n. 9/2017 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui.

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Venerdì, 24 Febbraio 2017 06:00

IL SONDAGGIONE. SUI VOUCHER CHE CALI IL SIPARIO

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Lavoro, l’uso dei voucher va abolito del tutto o regolarizzato meglio? a) Abolito; b) Regolarizzato meglio; c) Non so cosa siano".
Il Sondaggione si è svolto dal 13 gennaio al 9 febbraio.
Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Che cosa si deve fare perché i giovani possano trovare lavoro? a) Rilanciare le opere pubbliche; b) Più interventi dello Stato; c) Più aiuti alle aziende private; d) Favorire studio e formazione". Per rispondere e lasciare un commento (attraverso la nostra mail dedicata sondaggio@lavorofacile.infoc'è tempo fino al prossimo 9 marzo. I risultati con i commenti più interessanti saranno pubblicati sul n. 5/2017 della rivista on-line LAVORO FACILE.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Spero vivamente che i voucher vengano aboliti.

320.4152XXX

Aboliti subito.

346.6044XXX

Vanno regolarizzati meglio perchè servono come strumento per lavori occasionali e/o stagionali ma non vanno usati come sostitutivi di lavori continuativi che, al contrario, necessitano di un contratto a tempo determinato o indeterminato.

328.6468XXX

Vanno regolarizzati meglio.

338.2552XXX

Vanno aboliti.

333.1558XXX

I voucher sarebbero utili per certi tipi di lavoro ma vengono utilizzati in maniera sbagliata. Andrebbero aboliti.

328.5954XXX

Basta con la confusione: il lavoro ha bisogno di certezze.

348.3768XXX

Il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, deve darsi una mossa: se le norme vanno cambiate non perda altro tempo.

388.4816XXX

Sono perché i voucher vengano regolati meglio.

347.5538XXX

Perché chi usa i voucher in maniera scorretta non viene bacchettato come si dovrebbe?

347.1693XXX

Fatta la legge trovato l’inganno: è accaduto anche con i voucher. Occorre azzerare tutto e ripartire.

392.7499XXX

Qualche correzione è stata introdotta ma non è servito. Tiriamo giù il sipario.

334.7655XXX

Sono tutti scontenti, in particolare i giovani che con i voucher vengono pagati in maniera scorretta. Basta.

339.8753XXX

C’è chi con i voucher non rispetta le leggi sul lavoro. Possibile che non ne sia stato multato nemmeno uno?

339.3428XXX

I voucher dovevano servire ad eliminare, per quanto possibile, il lavoro in nero. Un’idea buona finita male. Ma si sa, siamo in Italia.

380.6466XXX

Adesso tutti dicono che bisogna cambiare. Che cosa si aspetta?

338.3548XXX

Come disse una volta Grillo, "voucher" è un termine francese anglicizzato che vuol dire "buono" e che conferma che l'uso delle lingue estere serve in Italia solo a nobilitare le fregature.

320.0507XXX

Vanno aboliti.

348.3313XXX

Non buttiamo il bambino con l’acqua sporca…

349.3679XXX

Sono per aggiustare ciò che non va. Utilizzati secondo le giuste regole i voucher possono funzionare.

347.4977XXX

Vanno aboliti subito.

345.08758XXX

Non se ne può più di tante chiacchiere. Se i voucher non vanno che si aboliscano.

338.4512XXX

Pollice verso. Non hanno funzionato ed è ora che si scriva la parola fine.

389.4655XXX

Non capisco perché qui in Italia non debba funzionare niente. Anche ciò che sembrerebbe giusto. I voucher sono nati per combattere il lavoro in nero. Però…

389.3744XXX

Abolirli e fare immediatamente una nuova legge che regoli i lavori saltuari e stagionali.

377.7548XXX

Confesso: non ci ho capito niente.

333.2469XXX

Negli altri Paesi i voucher funzionano: in Austria, Belgio, Francia e Inghilterra li usano nei servizi di assistenza alla persona, alla famiglia e all’infanzia. Però lì c’è chi vigila sulle irregolarità.

389.6195XXX

Caro ministro Poletti, corregga gli errori fatti finora e batta un colpo. Le parole non spostano di una virgola il problema.
333.6348XXX
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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Proviamo a leggere il futuro: per lavoro e crescita il 2017 sarà migliore del 2016?"

Hanno votato: No 54,0%; Lo spero 38,0%; Sì 8,0%. Il Sondaggione si è svolto dal 2 dicembre al 12 gennaio.

Attualmente, sullo stesso sito (http://www.lavorofacile.info/) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Lavoro, l’uso dei voucher va abolito del tutto o regolarizzato meglio? a) Abolito; b) Regolarizzato meglio; c) Non so di cosa si tratta".

Per rispondere c'è tempo fino al prossimo 9 febbraio.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Abbiamo bisogno che il futuro sia migliore, che l'Italia torni a crescere economicamente e che si facciano investimenti per creare nuovi posti di lavoro anche in settori mai esplorati. E che l'inventiva italiana torni ad eccellere.

328.6468XXX

Lo spero perché così non abbiamo futuro.

346.6044XXX

Ormai si procede a zig-zag: un giorno le notizie sembrano positive poi l’indomani arrivano quelle negative. Significa che la crisi non è stata ancora superata.

328.1538XXX

Andrà meglio? Andrà peggio? La risposta la darò alla fine dell’anno.

345.5766XXX

L’Italia poggia su basi fragilissime (vedi il pesante debito che zavorra il bilancio dello Stato). Quindi o la crescita torna miracolosamente a correre oppure dobbiamo rassegnarci a tirare a campare.

Loretta Carlini

Lo spero. Ma lo speravo pure all’inizio del 2016…

338.8521XXX

Tutto sommato il 2016 non è stato poi così pessimo. Qualcosa si è mosso, qualche riforma è andata in porto, qualche settore produttivo si è risvegliato. Da quel che vedo dubito però che questa tendenza possa continuare.

Roberto Fiocchi

Voglio essere ottimista e credo che il 2017 si rivelerà migliore del 2016.

339.4428XXX

Come ho già risposto alla domanda di un precedente Sondaggione, ciò che potrà accadere nel 2017 non dipende solo da noi. In Europa sono in programma elezioni importanti e il loro esito non mancherà di farsi sentire anche nel nostro Paese. Un pronostico? Speriamo bene.

Stefano G.

Di appigli per l’ottimismo ce ne sono pochi. Sarà dura.

328.5669XXX

Ho appena firmato un contratto e comincerò a lavorare dal 1° febbraio. Per me l’anno è partito più che bene. Mi è tornato l’ottimismo.

Ornella Semplici

Se non si fanno politiche per i giovani inoccupati non c'è futuro per un Paese dove prevalgono lobby e sette massoniche.

320.0507XXX

Lo spero molto. Per l’Italia e per i tanti giovani in cerca di lavoro.

347.9737XXX

Lo spero ma non ne sono convinto.

348.3758XXX

Nel nostro Paese non c’è soltanto il problema del lavoro. Restano quelli dell’immigrazione incontrollata, della criminalità organizzata che è sempre ben presente, della pochezza dei nostri amministratori, degli scandali e via elencando. Come si può essere ottimisti?

Francesco Russo

Il punto cruciale è la crescita. Nel 2016 i segnali di recupero ci sono stati ma non così significativi da rovesciare il tran tran nel quale ci troviamo da troppi anni. Sperò che si riuscirà a imboccare la strada giusta.

Ennio Masini

Non possiamo perdere un altro anno a girarci i pollici. Faccio il tifo perché il 2017 sia un anno positivo.

333.3684XXX

Lo spero vivamente e contro tutti i gufi che puntano sul peggioramento della situazione per trarne dei vantaggi.

338.4328XXX

Sono anni che ci spero ma sono anni che resto deluso.

392.7542XXX

No, finché non sistemano il Jobs Act e non smettono di pensare alle loro poltrone. C'è troppa camorra e mafia infiltrata all'interno e troppi interessi in ballo perché ci si preoccupi davvero del popolo, e il popolo è troppo pecorone per fare qualsiasi cosa. Loro sono pochi noi tanti, ma nessuno lo capisce.

340.7475XXX

Se è vero che abbiamo toccato il fondo, allora non possiamo che cominciare a risalire.

334.7567XXX

Per scaramanzia non mi piace cominciare l’anno pensando in negativo. Quindi auguri per un buon 2017.
330.9512XXX
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Questo è il risultato delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “In cambio di un lavoro te la senti di rinunciare ad alcuni diritti? a) Sì; b) No; c) Dipende dal lavoro; d) Solo per il primo impiego". Il Sondaggione si è svolto dal 7 ottobre al 3 novembre 2016.

Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Per rilanciare il lavoro su quali settori bisognerebbe puntare? a) Commercio; b) Industria; c) Nuove tecnologie; d) Turismo; e) Altro". Per rispondere c'è tempo fino al prossimo 1° dicembre.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

In un Paese normale questa domanda non si dovrebbe nemmeno porre. I diritti sono diritti, punto e basta.

339.1734XXX

Mio padre ha fatto l’operaio per tutta la vita e ricordo le battaglie che ha dovuto fare per ottenere migliori condizioni di lavoro. Tornare indietro sarebbe assurdo.

328.6814XXX

Bisogna essere pratici: è meglio non lavorare sapendo che nessuno toccherà i diritti, oppure rinunciare a qualcosa e mettersi in tasca uno stipendio? Io non ho dubbi: meglio lo stipendio.

348.3476XXX

Certo, dipende molto dal tipo di lavoro. Rinunciare ai diritti per un’attività che non piace sarebbe troppo.

338.4839XXX

Dipende. Se si è giovani si può pure rinunciare a qualche diritto.

393.4369XXX

Il problema non è rinunciare a qualche diritto ma che cosa questo significa. Se, cioè, significa modificare le relazioni sancite dai contratti di lavoro oppure se si tratta solo di superare un momento di emergenza. La differenza non è di poco conto.

338.5881XXX

Sono contrario. Se c’è qualcosa da cambiare sono i rapporti di forza nella nostra società troppo sbilanciati a favore di chi ha già molto.

333.3539XXX

Se rinunciare a qualche diritto può comportare l’inizio di una carriera allora ci sto.

388.4823XXX

Sono mesi che non batto un chiodo e se qualcuno mi proponesse un lavoro anche al di fuori delle norme contrattuali non me lo lascerei scappare.

347.3657XXX

Solo per il primo impiego.

339.7465XXX

Rinuncia a un diritto oggi, rinuncia a un altro diritto domani: dove andremo a finire?

348.3658XXX

Sono davvero brutti tempi se si deve parlare di rinunce e non di miglioramenti, specie quando si parla delle condizioni di lavoro.

349.6583XXX

Sarei disposto a fare qualche rinuncia se a farla sono tutti. Ma ho l’impressione che a fare  sacrifici saranno chiamati solo e sempre i soliti noti.

335.5655XXX

Posso pure non essere d’accordo, ma poi che cosa cambia? Tanto se vuoi lavorare devi accettare le regole di chi il lavoro te lo propone.

338.3786XXX

Meno diritti in cambio di lavoro? Qui ormai stiamo rinunciando a tutto. Ci vuole una rivoluzione.

337.8643XXX

Per un breve periodo si può fare.

337.8231XXX

Pur di cominciare a lavorare si può accettare qualche rinuncia.

388.5329XXX

La crisi ha cambiato tutti i parametri. In peggio.

338.9638XXX

C’è poco da fare: bisognerebbe non accettare rinunce, ma poi? Il fatto è che anche se sei disposto a piegare la testa i posti non saltano fuori.

339.5746XXX

Se l’economia riprende non c’è bisogno di rinunce. Il cuore del problema è questo.

345.7528XXX

Mettiamoci prima d’accordo su che cosa s’intende per rinuncia. Sennò stiamo parlando del sesso degli angeli.

392.4914XXX

Ho già rinunciato a farmi pagare una parte degli straordinari. Adesso mi chiedono di rinunciare anche all’alta parte. Che cosa devo fare? Chiedere all’azienda il rispetto del contratto con il rischio di essere messo fuori alla prima occasione?

334.5836XXX

Si può rinunciare a qualche diritto in cambio di un’intesa sottoscritta da tutte le parti sociali e a fronte di un motivo valido e l’indicazione di una prospettiva.
329.0738XXX
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